Dopo cinque anni Umberto Eco
torna con un romanzo andando a esplorare un’epoca molto più vicina a noi.
Nell’Italia del 1992 un misterioso “Commendatore” con interessi nell’editoria
incarica Simei di mettere su un quotidiano dal nome “Domani”. Simei si mette
all’opera e mette su una redazione variegata sotto la direzione di Colonna che
è il personaggio che conduce la stora. Una redazione che rappresenta il mondo
del giornalismo in tutte le sue sfaccettature dal redattore di mezz’età alla
giovane giornalista specializzata in gossip. In realtà questo giornale non è
destinato alla pubblicazione ma nelle intenzioni del Commendatore e di Simei
dovrebbe essere una macchina del fango per tenere sotto scacco i potenti del
momento. Il romanzo è una scusa per parlare del mestiere di giornalista e per
rappresentare come si possono costruire le notizie rendendole credibili
(concetto già esplorato nel Pendolo, in Baudolino e anche nel Cimitero di
Praga), di come si possa leggere la storia collegando eventi non
necessariamente legati tra loro. Troviamo quindi una cavalcata attraverso il
secondo dopoguerra, dalla cattura di Mussolini a Gladio; dalla P2 al Golpe
Borghese. Si finirà con un omicidio, una storia d’amore e una fuga e la
precipitosa ritirata del Commendatore dall’impresa. C’è molto Eco in questo
romanzo anche se per i suoi standard potremmo definirlo un racconto lungo, i
personaggi sono descritti con maestria, le ricostruzioni storiche credibili
anche quando possono sembrare inverosimili. Anche la parte su Gelli in parte
ricopiata da Wikipedia è un esempio di come in questa società fortemente
digitalizzata recuperare dati, testi e storie sia relativamente facile e di
come nessuno si preoccupi dell’autorevolezza o meno delle fonti.
Libri, cucina, baseball, calcio, sport in genere, politica e varia umanita'.
martedì 24 marzo 2015
giovedì 8 gennaio 2015
scontro di civilta' oppure fallimento di un modello di, falsa, integrazione
Dopo i fatti di Parigi tutti si affanneranno a richiamare gli scritti della Fallacci o di Magdi Allam, tireranno per la giacchetta Eco che oggi dice "c’è una guerra in corso e noi ci siamo dentro fino al collo" e che molti intepretano come un endorsement alle tesi dei due succitati quando in realta' e' semplicemente la rappresentazione di un dato di fatto. Ma quello che reputo molto piu' importante e' l'assoluta incapacita' del mondo occidentale nel comprendere cio' che sta succedendo e soprattutto che gli assassini di oggi non sono dei contadini o degli studenti provenienti dal medio oriente o dal nord africa ma sono ragazzi nati, cresciuti, educati e scolarizzati in europa. La Francia che ha sempre sbandierato l'integrazione come fiore all'occhiello oggi si accorge integrazione non e' solo avere una lingua comune, delle leggi comuni, delle scuole per tutti...ma e' soprattutto non costruire dei ghetti dai quali non esce mai nulla di buono e anzi spesso si cerca rifugio nel radicalismo. L'Europa e l'Italia magari pensino a quel fallimento quando si interrogano su come integrare chi viene da noi in cerca di fortuna.
mercoledì 19 novembre 2014
Burro Chiarificato
Il burro è il grasso alimentare che viene ricavato dalla lavorazione delle creme di latte vaccino. Per ottenere la crema si può procedere in due modi: per affioramento oppure per centrifuga.
Con la tecnica dell’affioramento
il latte vaccino viene fatto riposare per un periodo di tempo variabile dalle 8
alle 12 ore; durante questo tempo la parte lipidica del latte (crema di latte o
panna), meno pesante, si separa dalla parte liquida e finisce per affiorare in
superficie.
Con la tecnica della centrifuga
invece si opera meccanicamente; di fatto, la parte grassa del latte viene
separata da quella liquida attraverso un processo di centrifugazione. A questo
punto crema deve essere sottoposta a burrificazione. Durante questa fase, la
crema viene agitata a freddo facendo sì che i globuli di grasso si amalgamino
fra loro eliminando le tracce residue di acqua; questo processo viene detto zangolatura.
Tipicamente il burro contiene una percentuale di grassi che oscilla fra l’82 e
l’85% circa, la parte restante è costituita da acqua.
Chiarificare il burro consiste
nell’eliminare la parte acquosa, la caseina e il lattosio presenti al fine di avere il 100% di grasso.
Il burro normale ha un punto di
fumo molto basso: superata la temperatura di 130° comincia a bruciare
producendo sostanze dannose per l’organismo, il burro chiarificato, non
contenendo acqua, lattosio e caseina, invece ha un punto di fumo molto più alto (180-200°) fatto che lo
rende un grasso ottimo per friggere (la costoletta alla milanese ad esempio).
Prendere un buon burro d’alpeggio
e farlo sciogliere senza che arrivi a bollitura. Lasciarlo raffreddare un
pochino e poi metterlo dentro a dei bicchieri di plastica. A questo punto
raffreddarli in freezer per circa un’ora. Togliete i bicchierini dal
congelatore e girateli su di un tagliere, vedrete che avranno due consistenze diverse
una, quasi congelata più gialla e una ancora morbida bianchiccia. Togliete la
seconda e conservate la prima avvolta nella carta alluminio. Volendo la si può
aromatizzare con erbe oppure spezie.
giovedì 16 ottobre 2014
Il Ritorno delle Gru
Non avevo mai letto nulla di
Trevanian sapevo solo che il film “Assassinio sull’Eiger” era tratto da un suo
libro. Un amico mi ha consigliato “Il ritorno delle Gru” magnificando la storia
e il personaggio principale in pratica mi stava descrivendo un capolavoro. Sono
andato in biblioteca, l’ho preso in prestito e mi son messo a leggerlo con
tutto il mio impegno. Partiamo dalla storia, spionaggio anni ’70 verosimile per
certi versi irreale per altri (come ad esempio nella vicenda del dirottamento
del concorde), letta oggi risulta inevitabilmente datata visto come il mondo è
cambiato, ma tutto sommato gradevole. I personaggi che sono il vero punto
debole del libro, quelli di contorno sono più che altro macchiette (il basco un
Rodomonte dei poveri, caciarone e presuntuoso, i “cattivi” inevitabilmente
stupidi e così via), gli unici degni di nota sono il protagonista e i
giapponesi (il maestro e il generale). Veniamo dunque a Nikolaj Hel fulcro e, di fatto, centro del romanzo…
personaggio talmente perfetto da risultare antipatico, bello,
intelligentissimo, poliglotta, genio della matematica e della crittografia,
amatore perfetto e instancabile, assassino perfetto ecc… praticamente un dio
prestato alla vita terrena, meditativo, filosofico ma eppure null’altro che assassino.
Profondamente razzista nei confronti dei non giapponesi pur essendo lui
meticcio (anche qui un filo razzista “russo senza sangue slavo”).
Sull’argomento probabilmente il personaggio riflette null’altro che il razzismo
che i giapponesi nutrono per tutto il resto del mondo e forse anche un po’ le
idee dell’autore che paiono abbastanza antisemite dove per semiti si intendono
sia gli israeliano che i palestinesi. Misogino fino all’eccesso considerando le
donne null’altro che degli strumenti di piacere. Insomma un bel personaggino
che però pare un eroe e non si capisce il perché.
La scrittura di Trevanian è lenta
e strapiena di particolari molte volte inutili, la sequenza dell’esplorazione
della grotta lunghissima, senza capo né coda e illeggibile. Fino a due terzi
scorre comunque bene ed è anche godibile quando, però, inizia l’azione sembra
che all’autore dia fastidio parlane e diventa frettoloso, accumula i fatti
senza dare il tempo di capirli per arrivare rapidamente al finale che sembra
buttato lì perché un finale serviva.
Il titolo
italiano si riferisce a una fase del Go che è il gioco in cui, ovviamente, Hel
eccelle anche se se ne parla di continuo ma non si spiega in cosa consista. Il
titolo originale è Shibumi una parola giapponese che non ha traduzione in
italiano e che grosso modo indica un grande senso di raffinatezza unito a
modestia dell’apparenza e dell’esistenza… non si capisce come questo si
attanagli a Nikolaj Hel o anche solo a Trevanian che addirittura si auto
celebra con una nota a fondo pagina come fosse un disclaimer “Nel corso di questo libro, Nicholai Hel si avvarrà
della tecnica di nudo uccidere, che però non sarà mai descritta nei
particolari. In un libro precedente l'autore descriveva una pericolosa
ascensione in montagna. Durante la trasformazione di tale romanzo in un
insipido film, un giovane e brillante scalatore rimane ucciso. In un libro
successivo l'autore illustrò un metodo per rubare dei quadri in qualsiasi ben
protetto museo. Poco dopo la pubblicazione della versione italiana di questo
libro, tre dipinti furono rubati a Milano con lo stesso identico metodo
descritto, e due di essi rimasero irrimediabilmente mutilati. Un mero senso di
responsabilità sociale gli impone ora di evitare esatte descrizioni tecniche e
di avvenimenti che, pur rivestendo, forse, un certo interesse per un pugno di
lettori, potrebbero contribuire al male fatto a (e da) i non iniziati. Per lo
stesso motivo, l'autore terrà parzialmente in ombra certe avanzate tecniche
sessuali che potrebbero essere pericolose, e sarebbero certamente dolorose, per
il neofita.” Nota che ho trovato ridicola e inutilmente
autocelebrativa.
martedì 2 settembre 2014
Calcio moderno o normalità
Le ultime vicende di
calciomercato fanno si che siano necessarie alcune riflessioni:
1) Il
Toro ha SEMPRE venduto i giocatori migliori solo per fare un elenco a memoria:
Rosato, Francini, Dossena, Marchegiani, Cravero, Lentini… quindi la cessione di
Immobile e Cerci e’ nel solco di quel Toro che poi in fondo tutti rimpiangono;
2) Dopo
la sentenza Bosman il mondo del calcio è stato completamente ribaltato, mentre
in passato i giocatori erano in balia dei presidenti (basta leggere il libro di
Pecci per rendersene conto) oggi è il contrario e la presenza dei procuratori
peggiora ancor più la cosa;
3) Il
calcio italiano è un calcio in declino;
4) Cerci
dice (testuale) “…Credetemi,ho aspettato fino alla fine una proposta valida
e speravo che arrivasse con tutto me stesso,ma così non è stato…” e grazie
al beneamato… la sua richiesta era ben al di sopra delle possibilità non solo
del Toro ma anche praticamente della totalità delle squadre italiane, l’unica
che ha intavolato una trattativa, milan, era disposto a quella cifra solo se il
Torino avesse abbassato, e di molto, la sua richiesta;
5) Trovo
abbastanza ridicolo che da una parte di tifosi si lamentino del “calcio
moderno” e dall’altra si mettano a fare i commercialisti, i direttori sportivi,
gli esperti di finanza, di costruzioni, di marketing ecc…;
6) Nello
sport l’unico giudice è il campo, il primo anno di Ventura il giudizio medio
era “già tanto che arriviamo ai play off”, il secondo “squadra di merda dove
vogliamo andare”, l’anno scorso “faticheremo a trovare 3 squadre da metterci
dietro”, tutte e tre le volte la squadra ha smentito i presunti esperti,
quest’anno siamo di nuovo agli stessi giudizi. A luglio si diceva che a Ventura
e alla società non interessava l’accesso all’EL, e quindi l’allenatore avrebbe
fatto di tutto per andare fuori. Poi
che l’Inter ci avrebbe asfaltato senza pietà e anche qui il risultato è stato
decisamente diverso;
7) Nel
mondo reale la squadra è stata rinforzata, la difesa è esperta e sono stati
presi un paio di buoni prospetti. A centrocampo con Perez, Nocerino e Benassi
dovremmo essere meglio assortiti. Sugli esterni Molinaro aumenta l’esperienza e
sicuramente ci consentirà di far giocare Darmian nel suo ruolo naturale, Bruno
Peres potrebbe essere un acquisto in prospettiva. Davanti abbiamo aggiunto a El
Kaddouri e Farnerud, Sanchez Mino e i 3 dovrebbero garantire quella fantasia e
quell’imprevedibilità che saranno necessari. In attacco è vero che sono andati
via Cerci e Immobile ma sono stati sostituiti comunque da due giocatori di
livello come Quagliarella e Amauri, è stato preso un giovane come Martinez che
potrebbe essere la vera sorpresa dell’anno, in queste condizioni i tanto vituperati
Barreto e Larrondo non saranno che le riserve… esattamente come lo scorso anno;
8) Capitolo
Cairo, al netto delle baggianate sulla destinazione dei soldi incassati… (basta
conoscere le norme che regolano le SPA per sapere che non può distrarre i fondi
da una società per spostarli nelle sue tasche, almeno non può in maniera legale…
se qualcuno è a conoscenza di un reato può sempre denunciarlo… La cosa che in
realtà trovo ridicola è che Cairo viene contestato in primis da tutta quella
gente che gli si è sdraiata davanti a tappetino, da tutti quelli che bramavano
il suo numero di cellulare per proporsi come “esperti” o che cercavano una
certa legittimazione alla loro, presunta, autorevolezza… Chi scrive ha sempre
reputato Cairo per quello che è e sarà sempre… uno squalo che dopo i primi anni
da pesciolino rosso nel mondo del calcio ha capito come funzione e come si fa a
creare una squadra che possa autofinanziarsi e a mantenersi nelle zone
tranquille della classifica. Alla luce di ciò come gestisca i soldi non me ne
frega una ceppa, mi interessa poi cosa succede in campo.
9) Gramellini
non ha perso tempo a recitare la parte che tanto gli viene congeniale… il
paraculo…
10) Sono assolutamente
convinto che faremo un campionato sulla falsariga di quello scorso
giovedì 26 giugno 2014
Perchè difendo Balotelli
Perchè in uno sport di squadra si vince e si perde come una squadra
Perchè il pesce puzza dalla testa
Perchè un capro espiatorio fa troppo comodo
Perchè nessuno in questa Italia può dare lezioni di moralità
Perchè è troppo facile trovare un colpevole senza analizzare le motivazioni
Perchè il calcio italiano è bacato
Perchè ne' Buffon, ne' De Rossi, ne' Pirlo possono dare lezioni
Perchè il calcio italiano è più simile al wrestling che allo sport
Perchè i giornalisti italiani sono dei servi
Perchè non si puo' addossare a un ragazzo con tutti i suoi limiti i difetti di un movimento asfittico e ridicolo.
Perchè il pesce puzza dalla testa
Perchè un capro espiatorio fa troppo comodo
Perchè nessuno in questa Italia può dare lezioni di moralità
Perchè è troppo facile trovare un colpevole senza analizzare le motivazioni
Perchè il calcio italiano è bacato
Perchè ne' Buffon, ne' De Rossi, ne' Pirlo possono dare lezioni
Perchè il calcio italiano è più simile al wrestling che allo sport
Perchè i giornalisti italiani sono dei servi
Perchè non si puo' addossare a un ragazzo con tutti i suoi limiti i difetti di un movimento asfittico e ridicolo.
mercoledì 25 giugno 2014
Il colpevole perfetto
Brasile 2014, l’Italia parte tra
le fanfare, le aspettive delle alte sfere, il prolungamento del contratto a
Prandelli (non si capisce per quale motivo prima e non dopo… mistero), insomma
tutto fa pensare a una spedizione trionfale, peccato che nessuno si soffermi su
ciò che Prandelli ha costruito nell’ultimo anno, dal terzo posto della
Confederation Cup gli Azzurri hanno giocato 11 partite tra ufficiali e
amichevoli e hanno l’invidiabile score di 3 vittorie (Bulgaria, Repubblica Ceca
e Fluminense), 2 sconfitte (Argentina e Spagna) e 6 pareggi. Quindi tutt’altro che una squadra
irresistibile contando che si sono incontrati colossi come Lussemburgo e
Armenia. Eppure c’è una fiducia incrollabile nella nazionale nonostante l’unico
risultato di rilievo sia il terzo posto alla Confederation Cup (che non conta
ovviamente nulla e dove riuscimmo a battere a fatica Messico, Giappone e ai
rigori l’Uruguay, perdendo nettamente contro Brasile e ai rigori con la
Spagna).
Si arriva alle convocazioni e il delirio mentale di
Prandelli prende il sopravvento e quindi assistiamo a un balletto ioneschiano,
nel preritiro si porta Rossi e Destro per poi cassarli per convocare Cassano e
Insigne. In difesa preferisce Paletta a Ranocchia. Si arriva alla prima amichevole
contro la fortissima Irlanda e mette in campo le seconde linee, in questa
partita di fa male Montolivo che verrà sostituito da Parolo, non si va comunque
oltre allo 0-0. Giochiamo quindi contro il temibile Lussemburgo e non andiamo
oltre all’1-1, l’ultima amichevole premondiale è contro una squadra di Club, il
Fluminense. Qui Prandelli da il meglio di se cambiando completamente l’assetto
tattico della squadra mettendo in campo un tridente offensivo vero con Immobile
tra Cerci e Insigne, dopo un inizio difficile la squadra ingrana e vince
largamente. In un mondo normale
l’indicazione sarebbe chiarissima e invece Prandelli per l’esordio sceglie una
specie di 4-1-4-1 iperdifensivo con il solo Balotelli avanti e con Candreva e
Marchisio! Esterni, incontriamo una non irresistibile Inghilterra e nonostante
questo vinciamo faticando una partita in cui forse il pareggio era giusto. Come
sempre il risultato è fondamentale e quindi nessuno chiede conto a Prandelli
dell’assurdo schieramento nel quale Balotelli rimane “pinzato” tra i due
centrali difensivi per venire servito solo dai soliti lancioni lunghi di Pirlo
e passa anche in sordina la terrificante prova di Chiellini e Paletta. Per la
partita con la Costarica che a sorpresa ha “affettato” l’Uruguay giocando in
velocità e sfruttando il contropiede, il pavido Prandelli rinuncia a giocare e
ripresenta questo modulo rendendolo, se possibile, ancora più difensivo e
quindi sostituendo Verratti con la salma di Thiago Motta, spostando Chiellini
al centro e inserendo Abate (reduce da una stagione orrenda) come esterno. Alla
fine riusciamo nell’impresa di perdere, tiriamo poco in porta e soprattutto
siamo in piena confusione tattica, nel secondo tempo il CT fa entrare in
sequenza Cassano, Insigne e Cerci che finiscono per pestarsi i piedi l’uno con
l’altro. Si arriva quindi alla partita dentro-fuori con l’Uruguay, l’allenatore
stravolge la squadra andando a ripescare la difesa a 3 della juventus, esterni
il recuperato De Sciglio e Darmian (gran mondiale il suo) in mezzo Verratti,
Pirlo e Marchisio e davanti Balotelli e Immobile. Salta agli occhi la scelta di
far giocare due punte molto simili tra loro e di difficile coesistenza e
infatti per 45 minuti non tiriamo in porta e non siamo mai pericolosi,
Balotelli fa di tutto per farsi espellere e costringe Prandelli a meditare la
sostituzione. Sostituzione che sarebbe sacrosanta e che visto l’atteggiamento
attendista dei sudamericani andrebbe fatta scegliendo uno tra Cerci e Insigne
bravi tecnicamente e veloci così da impensierire la difesa Uruguaiana. Invece
il maestro tattico stupisce tutti e stravolge il 3-5-2 con l’ingresso di parolo
tornando al 4-1-4-1 che assomiglia tanto, però, a un 3-6-1. Continuiamo a non
creare pericoli ma anche gli avversari riescono solo sporadicamente a essere
pericolosi anche se reclamano un rigore su Cavani che sembra esserci e Buffon
deve superarsi si Suarez. Marchisio interviene in ritardo a centrocampo e
centra il ginocchio dell’avversario sotto gli occhi dell’arbitro, espulsione
forse severa ma non certo scandalosa. In dieci Prandelli va completamente in
Tilt, invece di cercare il contropiede si chiude mette Cassano al posto di
Immobile rinunciando così a sfruttare gli spazi per cercare un improbabile
possesso palla e pochi minuti dopo il capolavoro… Thiago Motta per Verratti.
L’Uruguay ci schiaccia nella nostra area e il gol non tarda ad arrivare Godin
di testa praticamente senza essere contrastato. L’Italia con la forza della
disperazione si butta in avanti e dimostra che i sud americani, se attaccati,
vanno in confusione. Comunque non creiamo una palla gol neanche per sbaglio,
c’è ancora il tempo per l’ennesima sceneggiata di Chiellini che dopo aver 2-3
volte simulato testate e colpi in faccia prende, forse, un mozzico da Suarez
che l’arbitro non vede. La partita finisce tristemente e l’Italia prende la
strada di casa.
Vengono subito individuati i
colpevoli l’arbitro e Balotelli… Chiellini (che fa della provocazione e dei
colpi proibiti il suo sistema difensivo) si lamenta dell’arbitro, Prandelli
piange per l’espulsione di Marchisio. In conferenza stampa allenatore e
Presidente federale si dimettono ma nessun mea culpa anzi si individua la mela
marcia in Balotelli che non viene difeso da nessuno manco dai compagni. Ora
trovo indecente che nessuno tra i commentatori o gli addetti ai lavori si alzi
e dica chiaramente che arbitro, Balotelli, Suarez non sono che il punto di
arrivo di una gestione tecnica ridicola e di un calcio che assomiglia più al
wrestling che al Football. Facile scaricare sui, anzi su un singolo giocatore,
un fallimento che arriva da lontano e facile anche prendersela con una
decisione arbitrale nonostante non si sia mai fatto un tiro in porta nei 90
minuti. E trovo anche patetico Buffon che se la prende con i giovani. In
definitiva una nazionale che dovrebbe, prima di ripartire darsi una bella
ripulita.
lunedì 26 maggio 2014
I pifferi di montagna, riflessioni sulle elezioni europee
Il primo dato, incontrovertibile,
è che le elezioni le hanno vinte Renzi e il PD ed è sotto gli occhi di tutti,
il secondo è dato dalla debacle di Grillo, il terzo è la sconfitta netta di
Forza Italia. Sarebbe il caso di analizzare i perché di questi dati, ridurre
tutto agli 80 euro di Renzi oppure alla condanna di Berlusconi sarebbe di molto
riduttivo.
Innanzitutto i numeri: il PD passa dagli 8,5 milioni di voti del
2013 agli oltre 11 di ieri, in realtà il valore percentuale è relativo
considerata la grande differenza di affluenza. A quanti gridano al record
ricordo che comunque il PD prende 1 milione di voti in meno della sua migliore
performance storica (2008 con Veltroni).
Forza Italia ha un vero e proprio
tracollo a leggere i numeri visto che passa da 6,8milioni di voti a 4,6 ma in
realtà sono grosso modo i voti che gli ha portato via Alfano.
Grillo è il vero sconfitto perde
qualcosa come 3 milioni di voti e soprattutto fallisce l’obiettivo di
recuperare voti dall’astensionismo.
Come dicevo ridurre la vittoria
di Renzi agli 80 euro è veramente ridicolo a mio parere le cause che l’hanno
resa possibile sono una campagna elettorale giocata sulla non nazionalizzazione
del voto, un’immagine rassicurante data agli elettori e il messaggio “gli altri
urlano e blaterano e noi invece facciamo”. Grillo ha perso per molti motivi
innanzitutto per una campagna elettorale completamente sballata nei toni e nei
temi, impostando tutto sul referendum pro e contro Renzi ha ottenuto il
risultato di ricompattare l’elettorato del centro sinistra che tradizionalmente
non si astiene. Poi ha alzato inutilmente i toni citando ad minchiam Hitler,
Stalin e altri simpaticoni del genere, ha invocato i tribunali del popolo ecc…
l’Italia, che è un paese tradizionalmente moderato e centrista, si è spaventata e
buona parte del voto di protesta che aveva intercettato nel 2013 ha preferito
non esprimersi. Questo ragionamento si lega alla presunzione di Grillo, ma
soprattutto di Casaleggio, di creare un partito (piantiamola di parlare di
movimento) solo con il marketing e la comunicazione presumendo che fosse la
stessa cosa che già aveva fatto Berlusconi. Peccato che non ha capito che, a
differenza sua, lui si era attorniato di politici scafati e capaci di modulare
le campagne elettorali nei toni e nei contenuti, mentre i 5stelle si sono
affidati a dei dilettanti che non sono stati capaci di valutare l’aria che
tirava.
A sinistra si festeggia invece
per il 4,3 della lista Tsipras, lo trovo un po’ patetico soprattutto perché,
dati alla mano, ha perso oltre 300.000 voti rispetto ai risultati di SEL e
Rivoluzione Civile alle politiche, segno che anche questa unione abortirà come
già altre in passato. Questo continuo cambiare nomi e referenti non fa altro
che indirizzare gli elettori della sinistra radicale o verso il non voto oppure
vero il grillismo becero.
Tutto ciò tenenedo conto che le elezioni europee non
vengono sentite come vere elezioni perché il parlamento europee non viene visto
come un organo in grado di incidere veramente sulla vita quotidiana.
domenica 4 maggio 2014
Noi siamo leggenda!
“Vedemmo soltanto una sfera di
fuoco…” quando Guccini scrisse queste parole si riferiva ad altro ma penso che
renda perfettamente l’idea di cosa videro i testimoni quel 4 maggio 1949,
quando nel cielo plumbeo di Torino quel Fiat 212 trimotore si andò a schiantare
sulla Basilica di Superga. In quel momento è finita la storia della squadra più
forte dell’epoca ed è iniziata la leggenda, una leggenda che la nostra
federazione si guarda bene dall’onorare ma questa è un’altra storia.
La collina di Superga è un po’ la nostra Spoon River, insieme al
Filadelfia e al cippo di Meroni segna il profondo legame che noi del Toro
abbiamo con la città e che ci differenza dagli altri per i quali Torino è
uguale a Reggio Calabria o a Tunisi. Gli stessi altri che, pensando di
sfotterci, ci ricordano che non vinciamo mai, ebbene miei cari noi vinciamo
ininterrottamente dal 3 dicembre 1906, passando per il 4 maggio 1949, per il 15
ottobre 1967, per il 9 agosto 2005… tutte date che ci ricordano chi siamo, da
dove veniamo e soprattutto ci ricordano che abbiamo vinto nel momento in cui
abbiamo deciso di non essere come voi.
martedì 25 febbraio 2014
Il gobbo di merda
Il gobbo di merda è un
particolare tipologia di tifoso del Venaria FC. Antropologicamente
conferma le tesi di Lombroso infatti presenta grandi mandibole,
canini forti, incisivi mediani molto sviluppati a discapito dei
laterali, denti soprannumerari o in doppia fila, zigomi sporgenti,
prominenti arcate sopraccigliari, l'apertura degli arti superiori di
lunghezza superiore alla statura dell'individuo, i piedi prensili, la
borsa guanciale, il naso schiacciato, il prognatismo, le ossa del
cranio in soprannumero ed altre anomalie fisiche e scheletriche
nonché caratteri funzionali diversi da quelli dell'uomo evoluto; ad
esempio una minore sensibilità al dolore, una più rapida
guaribilità, maggiore accuratezza visiva e dicromatopsia ed anche
tatuaggi ed accentuata pigrizia.
Dal punto di vista
sociale il gobbo di merda vive in comunità stanziali perlopiù
situate nel sud italia oppure in zone ben delimitate della città di
Torino... Vallette, Falchera, Mirafiori Sud, saltuariamente si
possono trovare degli esemplari anche in quartiere più popolari
della città, ma si tratta perlopiù di adozioni, esperimenti
scientifici o allontanamenti coatti.
Analizzando i sistemi di
comunicazione del gobbo di merda possiamo notare l'utilizzo esagerato
e parossistico delle lettere K e X, l'incapacità di comunicare con
il mondo circostante e con le compagne o i compagni utilizzando i
mezzi vocali di cui comunque la natura li ha dotati, osserviamo
infatti l'uso smodato di cellulari, tablet e altri mezzi di
comunicazione moderni. All'aumentare del loro uso diminuisce la
capacità di articolare suoni intelleggibili all'orecchio umano. Di
solito il concetto più evoluto si esplica in
“minkiazzioffàporcoddue” che gli studiosi stanno ancora cercando
di decrittare nella sua interezza.
Durante l'osservazione
nel suo habitat naturale (giardinetti, bar, fast food, centri
commerciali) si è notato che risponde soprattutto ad alcune frasi
fatte “31”, “salutate la capolista”, “checazzoavetevinto”,
“moggi”.
Il gobbo di merda tende
ad accoppiarsi con la gobba di merda che si caratterizza per il
consumo smodato di gomma da masticare, gel, rossetto e fard e per un
linguaggio, se possibile, ancora piu' involuto rispetto al maschio
della specie.
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