venerdì 11 dicembre 2020

Fatti ed opinioni

 


E
ra il tardo pomeriggio di domenica 23 marzo 1980 avevo da poco compiuto 13 anni e stavo svaccato sul divano aspettando 90 minuto per vedere i gol del Toro che aveva battuto il milan 2-0 con gol di Zaccarelli e Pulici. Quel giorno Paolo Valenti aprì con le immagini delle volanti sulla pista di atletica dello stadio olimpico di Roma, negli stadi italiani vennero arrestati: Stefano Pellegrini dell'Avellino, Sergio Girardi del Genoa, Massimo Cacciatori, Bruno Giordano, Lionello Manfredonia e Giuseppe Wilson della Lazio, Claudio Merlo del Lecce, Enrico Albertosi e Giorgio Morini del Milan, Guido Magherini del Palermo, Gianfranco Casarsa, Mauro Della Martira e Luciano Zecchini del Perugia. Altri ricevettero ordini di comparizione, tra cui Paolo Rossi del Perugia, Giuseppe Dossena e Giuseppe Savoldi del Bologna, e Oscar Damiani del Napoli.

Ma cos’era successo… era successo che due commercianti romani, Massimo Cruciani e Alvaro Trinca avevano messo su un sistema per truccare le partite di Roma e Lazio per scommetterci sopra, dopo i primi successi (Palermo-Lazio, Milan-Lazio e Lazio- Avellino) altre partite non raggiunsero il risultato sperato e quindi i due andarono in procura a denunciare per truffa 27 giocatori di serie A e 12 società di serie A e B.

Mentre dal punto di vista penale tutto si concluse con il proscioglimento, e non avrebbe potuto essere diverso, dal punto di vista sportivo furono emesse delle condanne e delle assoluzioni (le cifre di cui si parla oggi sarebbero risibili ma all’epoca erano discrete, Morini venne condannato per aver portato 20.000.000 di lire a Trinca e Cruciani) il quadro del giudizio di primo grado:


Serie A


Società

Milan: retrocessione in Serie B.

Avellino: 5 punti di penalizzazione nel Campionato 1980-1981.

Bologna: 5 punti di penalizzazione nel Campionato 1980-1981 (caso Bologna-Avellino).

Perugia: 5 punti di penalizzazione nel Campionato 1980-1981.

Lazio Lazio: 5 punti di penalizzazione e multa di 10 milioni con diffida.

Juventus: assolta.

Napoli: assolto.

Pescara: assolto.


Tesserati società

Felice Colombo (presidente Milan): radiato.

Tommaso Fabbretti (presidente Bologna): 1 anno (caso Bologna-Avellino).

Giampiero Boniperti (presidente Juventus): assolto

Riccardo Sogliano (direttore sportivo Bologna): assolto.

Marino Perani (allenatore Bologna): assolto.

Giovanni Trapattoni (allenatore Juventus): assolto.

Luís Vinício (allenatore Napoli): assolto.


Calciatori

Enrico Albertosi (Milan): radiato.

Massimo Cacciatori (Lazio): radiato.

Giuseppe Wilson (Lazio): radiato.

Stefano Pellegrini (Avellino): 6 anni.

Mauro Della Martira (Perugia): 5 anni.

Carlo Petrini (Bologna): 3 anni e sei mesi (caso Bologna-Avellino).

Giuseppe Savoldi (Bologna): 3 anni e sei mesi (caso Bologna-Avellino).

Paolo Rossi (Perugia): 3 anni.

Luciano Zecchini (Perugia): 3 anni.

Bruno Giordano (Lazio): 1 anno e 6 mesi.

Lionello Manfredonia (Lazio): 1 anno e 6 mesi.

Franco Cordova (Avellino): 1 anno e 2 mesi.

Piergiorgio Negrisolo (Pescara): 1 anno.

Giorgio Morini (Milan): 10 mesi.

Stefano Chiodi (Milan): 6 mesi.

Oscar Damiani (Napoli): 4 mesi.

Maurizio Montesi (Lazio): 4 mesi.

Franco Colomba (Bologna): 3 mesi (caso Bologna-Avellino).

Andrea Agostinelli (Napoli): assolto.

Giancarlo Antognoni (Fiorentina): assolto.

Claudio Pellegrini (Avellino): assolto.


Serie B


Società

Genoa: assolto.

Lecce: assolto.

Palermo: assolto.

Pistoiese: assolta.

Taranto: assolto.


Calciatori

Guido Magherini (Palermo): 1 anno e 6 mesi.

Claudio Merlo (Lecce): 1 anno e 6 mesi.

Lionello Massimelli (Taranto): 1 anno.

Francesco Brignani (Palermo): assolto.


Qualche mese dopo venne emesso un giudizio di secondo grado che aumento o ridusse alcune pene, il quadro completo:


Serie A


Società


Lazio: retrocessione in Serie B.

Milan: retrocessione in Serie B.

Avellino: 5 punti di penalizzazione nel Campionato 1980-1981.

Bologna: 5 punti di penalizzazione nel Campionato 1980-1981 (caso Bologna-Avellino).

Perugia: 5 punti di penalizzazione nel Campionato 1980-1981.

Juventus: assolta.

Napoli: assolto.

Pescara: assolto.


Tesserati società

Felice Colombo (presidente Milan): radiato.

Tommaso Fabbretti (presidente Bologna): 1 anno (caso Bologna-Avellino).

Giampiero Boniperti (presidente Juventus): assolto

Riccardo Sogliano (direttore sportivo Bologna): assolto.

Marino Perani (allenatore Bologna): assolto.

Giovanni Trapattoni (allenatore Juventus): assolto.

Luís Vinício (allenatore Napoli): assolto.


Calciatori

Stefano Pellegrini (Avellino): 6 anni.

Massimo Cacciatori (Lazio): 5 anni.

Mauro Della Martira (Perugia): 5 anni.

Enrico Albertosi (Milan): 4 anni.

Bruno Giordano (Lazio): 3 anni e 6 mesi.

Lionello Manfredonia (Lazio): 3 anni e 6 mesi.

Carlo Petrini (Bologna): 3 anni e 6 mesi (caso Bologna-Avellino).

Giuseppe Savoldi (Bologna): 3 anni e 6 mesi (caso Bologna-Avellino).

Giuseppe Wilson (Lazio): 3 anni.

Luciano Zecchini (Perugia): 3 anni.

Paolo Rossi (Perugia): 2 anni.

Franco Cordova (Avellino): 1 anno e 2 mesi.

Giorgio Morini (Milan): 10 mesi.

Stefano Chiodi (Milan): 6 mesi.

Piergiorgio Negrisolo (Pescara): 5 mesi.

Maurizio Montesi (Lazio): 4 mesi.

Franco Colomba (Bologna): 3 mesi (caso Bologna-Avellino).

Oscar Damiani (Napoli): 3 mesi.

Andrea Agostinelli (Napoli): assolto.

Giancarlo Antognoni (Fiorentina): assolto.

Claudio Pellegrini (Avellino): assolto.


Serie B


Società

Palermo: 5 punti di penalizzazione nel Campionato 1980-1981.

Taranto: 5 punti di penalizzazione nel Campionato 1980-1981.

Genoa: assolto.

Lecce: assolto.

Pistoiese: assolta.


Calciatori

Guido Magherini (Palermo): 3 anni e 6 mesi.

Lionello Massimelli (Taranto): 3 anni.

Claudio Merlo (Lecce): 1 anno.

Francesco Brignani (Palermo): assolto.


Ma veniamo al dopo, per alcuni giocatori la condanna fu una vera e propria damnatio memorie, infatti non solo non tornarono a giocare dopo aver scontato la squalifica ma non trovarono più nessun tipo di incarico nel mondo calcistico (come ad esempio Carlo Petrini) altri invece vennero riaccolti come se nulla fosse, come se in fondo l’illecito sportivo sia stao un incidente di percorso, come un brutto fallo a centrocampo. Rossi tornò in tempo per il mondiale, Giordano e Manfredonia giocarono e vinsero ancora con il Napoli, con la Juventus e con la Roma. Ovviamente con la vittoria del mondiale venne emanata anche una bella amnistia e così, in puro stile italico finì tutto a tarallucci e vino.

Questi sono i fatti nudi e crudi, io da uomo di sport (prima in campo e poi come semplice spettatore) ritengo che il reato più grave che uno sportivo possa compiere è l’illecito, il vendere o comprare un risultato è quando più lontano possa esistere dallo sport ancora più del doping, ma da certe beatificazioni vedo che probabilmente sono l’unico a vedere lo sport con una certa ottica, vista l’età a breve il buon Moggi tirerà le cuoia attendo con ansia i coccodrilli dei giornalisti e, perché no, un bello stadio a suo nome.

sabato 5 dicembre 2020

Un nuovo quartiere e la villa scomparsa

 

La Cittadella sovrapposta alla pianta del nascente quartiere


A metà dell’800 il governo del regno e l’amministrazione comunale decidono di abbattere definitivamente cioò che resta della Cittadella. Si da il via così a un’enorme piano di lottizzazione dei terreni. La corona, ovviamente, specula vendendo a caro prezzo i vari lotti, salvo lavarsi la coscienza concedendo a titolo gratuito vari lotti tra cui quelli su cui nasceranno l’Oftalmico, gli Artigianelli, la chiesa di santa Barbara e l’istituto per sordomuti fondato da padre Assarotti . Nasce così il quartiere che va dalla linea ferroviaria per Milano fino a piazza Solferino. I vari regi decreti che si susseguono dettano le linee costruttive, piazza Statuto viene concepita come sede di ambasciate e ministeri, mentre nelle vie che la circondano nasceranno edifici definiti “da reddito”. Le grandi famiglie dell’epoca investirono immediatamente in quella che sembrava un’ottima operazione speculativa, acquistarono lotti e costruirono case quasi tutti quelli più in vista della città, i Frisetti (Anicetta Frisetti era la moglie di Edoardo Agnelli e madre di Giovanni) che costruiscono la grande casa di via Cernaia tra i civici 26 e 30; la famiglia di quello che sarà il cardinale Martini in via Bertola angolo via passalacqua ecc… In questo contesto molti imprenditori edili acquistano terreni e costruisco con l’obiettivo di vendere interi stabili, tra questi troviamo Fortunato Pelli che acquista diversi lotti, uno di questi è quello che va da corso Palestro a via Manzoni. Sul fronte di via Cernaia costruisce il palazzo caratterizzato dai busti di personaggi famosi (da Cavour a Dante) qui si suiciderà il ministro Giovanni Battista Cassinis nel 1866. Nella parte retrostante incarica Giuseppe Bollati di realizzare, per conto della famiglia Mazzonis di Palafrera una grande villa in stile neoclassico con parco. Dopo la guerra in cui la zona viene duramente colpita dai bombardamenti la villa (che non sappiamo se sia stata danneggiata o meno) viene venduta, demolita e vengono costruiti i tre palazzi che possiamo vedere oggi.

Un breve appunto su cosa si intendeva all’epoca per palazzi da reddito, la nobiltà torinese viveva ancora nei grandi palazzi del centro dovendo fare i conti con gli enormi costi di mantenimento degli stessi e si erano quindi piegati all’ospitare attività commerciali sul fronte strada. Nelle nuove costruzioni dedicate alla piccola nobiltà che non poteva permettersi palazzi oppure alla nascente borghesia imprenditoriale c’era però una rigida divisione degli spazi, a piano terreno le attività commerciali, nell’ammezzato la servitù, al primo piano nobile borghesi, al secondo nobile (il più importante) per l’appunto di nobili decaduti o meno, e poi via a salire fino ad arrivare alle soffitte dove abitava il proletariato.

Progetto per la costruzione della villa - proprietà archivio storico città di Torino