Un altro attentato ha scosso la capitale belga e subito l'italico ciarpame politico ha iniziato a berciare in modo squallido... tralascerei questi signori, il cui parere equivale a quello di una seppia in umido, per concentrarmi sul "cosa fare". Innanzitutto mi piacerebbe che la si piantasse con la scemenza immigrazione=terrorismo, le due cose non sono legate e non potrebbero essere più lontane. Quasi tutti i terroristi di parigi e molto probabilmente quelli di oggi sono nati, cresciuti, educati e istruiti in Europa. La domanda diventa allora "Perchè" , la prima risposta è data dalle politiche di integrazione messe in atto da Francia e Belgio che non hanno dato sbocchi di vita a questi nuovi cittadini, i loro padri arrivavano dal nulla e quindi anche vivere in un ghetto, con pochi servizi e in case non propriamente belle era comunque un passo avanti rispetto alla vita che facevano prima, i loro figli invece che sono nati qui e tutto quello che conoscono è il ghetto vorrebbero andare oltre e qui i sistemi di integrazione hanno fallito, bassa scolarità, nessuna possibilità di avanzamento sociale, nessuna possibilità di vita alternativa a quella del ghetto. Le vie rimangono quindi due, la criminalità comune legata allo spaccio e al piccolo furto, oppure la radicalizzazione religiose. E qui c'è il secondo enorme errore dell'occidente che per anni non ha badato a ciò che succedeva nelle banlieu e soprattutto ha lasciato che i movimenti terroristici mediorientali, resi ancora più forti e radicali dalla guerra in iraq e dalla situazione siriana, continuassero a fornire a questi giovani soldi, logistica, addestramento, armi. Finchè l'Europa non inizierà a tagliare alla radice Daesh bombardando i campi di addestramento, tagliando le possibilità di finanziamento e bloccando i viaggi di questi giovani da e per la Siria non risolverà niente. Il secondo passo dovrà farlo sul piano interno, radendo al suolo i quartieri dormitorio e le città satellite e ripensando completamente l'organizzazione delle città per evitare di avere intere aree fuori dal controllo dello stato.
Libri, cucina, baseball, calcio, sport in genere, politica e varia umanita'.
martedì 22 marzo 2016
sabato 20 febbraio 2016
Addio
Quel giorno doveva arrivare ed è giunto ieri. Da oggi il mondo, non solo quello accademico, non solo quello letterario, è un po’ più povero. Nella lettura di “numero zero” avevo notato una certa stanchezza, una vena di tristezza, quasi come se lo scrittore dicesse “sono stanco non ce la faccio ad andare oltre” e infatti avevo giudicato il libro più un racconto lungo che un romanzo breve. A Eco devo molto, fin da quando mi venne regalato “il nome della rosa” in occasione del mio diciassettesimo compleanno nell’ormai lontano 1984, rimasi folgorato dalla forza della scrittura, dalla capacità di fare lunghe descrizioni senza risultare mai noioso. Poi venne il pendolo e lì imparai veramente a distinguere il vero dal falso e a non farmi abbagliare solo da ciò che c’è in superficie. Le basi di ciò che sono adesso dal punto di vista intellettale le devo a lui, mi ha insegnato a pensare in modo libero e ad andare a fondo degli argomenti Penso che la summa di tutto il suo lavoro la si trovi ne “il cimitero di Praga” nel quale qualche fesso è persino riuscito a trovare un certo antisemitismo di fondo quando invece era un libro tutto incentrato sul come si crea un sentimento collettivo contro qualcuno o qualcosa, argomento assolutamente attuale. A queste persone, a coloro che in questi giorni staranno fuori dal coro e diranno di lui peste e corna per il fatto di essere fondamentalmente ateo e di aver criticato più volte un certo modo di fare politica e l’attrazione dell’italiano medio per l’uomo forte, ecco a loro dedico questa mirabile pagina del Pendolo.
…Quella volta Belbo aveva perso il controllo. Almeno, come
poteva perdere il controllo lui. Aveva atteso che Agliè fosse uscito e aveva
detto tra i denti: “Ma gavte la nata.” Lorenza, che stava ancora facendo gesti
complici di allegrezza, gli aveva chiesto che cosa volesse dire. “È torinese.
Significa levati il tappo, ovvero, se preferisci, voglia ella levarsi il tappo.
In presenza di persona altezzosa e impettita, la si suppone enfiata dalla
propria immodestia, e parimenti si suppone che tale smodata autoconsiderazione
tenga in vita il corpo dilatato solo in virtù di un tappo che, infilato nello
sfintere, impedisca che tutta quella aerostatica dignità si dissolva, talché,
invitando il soggetto a togliersi esso turacciolo, lo si condanna a perseguire
il proprio irreversibile afflosciamento, non di rado accompagnato da sibilo
acutissimo e riduzione del superstite involucro esterno a povera cosa, scarna
immagine ed esangue fantasma della prisca maestà.”…
Grazie di tutto Umberto
lunedì 1 febbraio 2016
Famiglia? Quale famiglia…
All’indomani del family day dove
un sacco di gente che non ha famiglia (suore, preti ecc…) oppure ne ha 2 o 3
(vedi Adinolfi) si inventa dei concetti come famiglia tradizionale e famiglia
naturale, mi corre l’obbligo di scrivere un paio di righe per chiarire alcuni
punti.
Checché ne pensino gli allegri
manifestanti “famiglia naturale” non significa “di natura” anche perché in
natura il concetto di famiglia è inesistente e la monogamia costituisce
eccezione e non regola.
“Famiglia tradizionale” è una
locuzione vuota perché il concetto stesso di famiglia è diverso da cultura a
cultura o da religione a religione. I Patriarchi biblici hanno avuto tutti più
mogli e svariate concubine, nell’Islam la poligamia è prevista e normata, i
mormoni fondamentalisti la praticano pur se vietata, in alcune tribù africane è
praticata la poliandria. Tutto ciò per dire che il concetto di “famiglia” come
gruppo stabile nel quale sono presenti uomo, donna e prole è stato creato dall’uomo
quando ha voluto in qualche modo creare una società nel quale esistessero ruoli
specifici.
Il Dottor Gandolfini dal palco ha
urlato che “il sesso non è piacere ma procreazione” senza rendersene conto non
ha fatto che riportare l’essere umano alla sua natura animale quella che
prevede che il maschio insemini più femmine possibili allo scopo di preservare
la specie, quindi esattamente il contrario della “famiglia”.
p.s. volutamente tralascio le scempiaggini sentite sul ruolo della donna...
mercoledì 20 gennaio 2016
Shannara, dopo tanta attesa... che delusione!
Ho scoperto Shannara e Terry
Brooks a metà anni ’80 quando un’amica mi imprestò il primo libro. È stato
amore a prima vista e da quel giorno ho sempre aspettato con impazienza che
uscisse il volume dopo e così per 30 anni, oggi siamo a 26 romanzi e il buon
Terry non ha alcuna intezione di smettere. In questi giorni è uscito anche in
Italia la serie “the shannara chronicles” e qui casca l’asino, non contesto
l’ambientazione post-apocalittica che anticipa ciò che verrà descritto solo in
molti libri dopo è sicuramente una scelta voluta per “modernizzare” una storia
scritta molti anni fa. Contesto e con forza invece alcune scelte legate ai
personaggi in primis Allanon. Così Brooks descrive il primo incontro tra lui e
Flick “… Flick vedeva meglio lo straniero ora, e un rapido esame gli rivelò
che era indubbiamente umano, seppure di una statura quale non aveva mai visto
in nessun altro uomo. Era alto più di due metri, ma straordinariamento magro,
anche se di questo era impossibile esserne certi perché era tutto avvolto in un
mantello nero con un cappuccio spinto fin sulla fronte. Il viso in ombra era
lungo, segnato profondamente, incavato. Gli occhi erano infossati e quasi
compeltamente nascosti da sopracciglia folte che si congiungevano fieramente
sopra il lungo naso piatto. Una barba nera, corta, incorniciava una bocca larga
che disegnava sul volto una linea sottile… apparentemente immobile…” ora,
capisco che trovare un attore che risponda perfettamente a queste
caratteristiche sia molto difficile se non impossibile ma anche presentare un
tizio palestrato come Russel Crowe e con un taglio di capelli che manco El
Shaarawy sotto acido si permetterebbe, non mi pare un bel servizio alla storia.
Di lì in poi un cumulo di errori e di invenzioni dalla gara di corsa per essere
scelti come eletti, agli Elfi vestiti e pettinati come a una sfilata di moda il
tutto in un’ambientazione molto glamour e non polverosa come invece si evince
dalla lettura dei romanzi, per arrivare a una Paranor che è tutt'altro che una fortezza ma una sorta di caverna.
Mi dispiace che Brooks abbia
avallato queste scelte perché alla fine vanno contro le scelte letterarie e probabilmente avvicineranno qualche giovane alla sua produzione ma allontaneranno i vecchi lettori.
giovedì 29 ottobre 2015
Di insetti, di carne e di altre sciocchezze
Ha sconvolto il mondo della
malainformazione italiana l’autorizzazione dell’Unione Europea alla
commercializzazione di insetti per alimentazione umana. Ovviamente l’utonto
medio di internet ha già fatto partire tutto il campionario di luoghi comuni
contro l’Europa, contro i burocrati, in difesa della mitica, mitologica e
assolutamente sopravvalutata “dieta mediterranea” e della buona cucina (aspetto
trepidante l’illuminante articolo di Carlin Petrini che ci rimanderà alla
mitica età dell’oro nella quale il latte scorreva al posto dei fiumi e le abili
mani delle massaie sfornavano agnolotti e tagliatelle così da sfamare i
braccianti delle colline piemontesi che non rischiavano di morir di fame). La
nostra enorme presunzione ci porta a trovare schifoso quello che centinaia di
culture al mondo trovano assolutamente normale e cioè mangiare larve, insetti,
ragni. In realtà nelle culture europee si trovano già ricette a base di questi
animaletti, si va dai bachi da seta fritti tedeschi alle zuppe di maggiolini francesi
e a ben pensare a certe abitudini alimentari italiane come il mitico formaggio
con i vermi sardo ma che si può trovare tranquillamente in altre parti del bel
paese. Siamo così ottusi e provinciali a considerare ciò che milioni di altri
esseri umani trovano gustoso come un fatto aberrante eppure dovremo prima o poi
fare fronte a un fatto inevitabile: la crescita del numero di abitanti della
terra, si arriverà ad un punto nel quale le risorse non basteranno per tutti e
la carne (la cui produzione è costosa sia da un punto di vista strettamente
economico che da un punto di vista ambientale) diventerà, anzi tornerà a
essere, un bene riservato a pochi eletti. A questo punto la nostra
alimentazione dovrà cambiare e avremo due strade, diventare vegetariani oppure
trovare le proteine la dove ci sono e quindi nelle gustose larve messicane o
nelle uova di formica nera ecc... Quando si parla di alimentazione e
soprattutto di alimenti tabù consiglio sempre un libro che ho scoperto per caso
grazie a Piero Angela: “Buono da Mangiare” di Marvin Harris esponente di quello
che viene chiamato Materialismo Culturale che è una branca dell’antropologia
culturale che pone come base della propria ricerca la pratica, la quotidianità,
la necessità, e che sostiene che non è la cultura a fare la necessità, ma la
necessità ad elevarsi, nella maggior parte dei casi, a cultura. Tipico esempio
è la vacca sacra degli indù, secondo Harris gli induisti non mangiano i bovini
non perché la loro religione non lo consente ma perché il bovino è più
importante come animale da lavoro e quindi ucciderlo per mangiarlo sarebbe una
follia. Allo stesso modo in medio oriente dove non si trovano foreste e boschi
in cui allevare suini, i maiali sarebbero competitori dell’uomo e quindi la
cultura pone un tabù religioso sul suo consumo facendo in modo che di fatto a
nessuno venga in mente di allevarli.
Vi consiglio di cuore di leggere questo libro e poi di ragionare sull’alimentazione
in modo meno filosofico e più pratico.mercoledì 14 ottobre 2015
L'irrazionale paura del "regime"
Il Senato ha approvato in terza
lettura la riforma costituzionale che trasformerà il senato in una sorta di
camera di rappresentanza delle regioni (e delle principali città). Tra le molte
critiche fatte a questa riforma trovo particolarmente risibili quelle che
indicano nella fine del bicameralismo perfetto l’inizio di un “regime” nel
quale il governo avrà poteri enormi. Allora mi sono andato a documentare e ho
fatto una ricerchina sui sistemi bicamerali imperfetti esistenti in Europa.
Francia:
Il Senato non è eletto in modo
diretto, i 348 senatori sono eletti da 150.000 grandi elettori, per la maggior
parte costituiti da amministratori locali (sindaci, consiglieri municipali,
consiglieri dipartimentali e consiglieri regionali), oltre ai deputati dell'Assemblea
Nazionale; i 12 senatori in rappresentanza dei francesi residenti all'estero
sono scelti dai 155 membri dell'Assemblea dei francesi all'estero.
Le due camere hanno praticamente
gli stessi poteri e le leggi devono essere approvate da entrambi i rami, ma nel
caso questo non accada è previsto un sistema per il quale prima interviene una
sorta di commissione mista e in caso non
si arrivi ad un accordo tra le camere il governo può intervenire e
assegnare l’approvazione all’Assemblea nazionale che così assume una posizione
predominante rispetto al Senato.
Germania
Esistono due camere il Bundestag
e il Bundesrat, il secondo costituisce l’espressione dei lander che delegano da
un minimo di 3 a un massimo di sei rappresentanti fino a raggiungere i 69
delegati che lo costituiscono. Il Bundesrat ha una funzione legislativa
limitata solo ad alcune materie e non partecipa all’elezione ne’ del
Cancelliere ne’ del Presidente della Repubblica.
Regno Unito
Esiste la Camera dei Lord
composta da 826 membri di cui 92 ereditari, 709 membri a vita (il cui titolo
non passerà ai figli) e 38 sono in leave of absence, ed ha carattere di
fatto solo consuntivo.
Spagna
E’ l’unico paese nella quale una
parte dei componenti del senato sono eletti direttamente, dei 264 componenti 208
sono eletti e 56 sono indicati dalle Comunità Autonome. Anche in questo caso il
potere legislativo del senato è
limitato e in ultima analisi il Congresso può approvare una legge anche
senza tener conto delle osservazioni e delle modifiche apportate.
Questi sono solo alcuni esempi in
paesi di dimensioni simili al nostro, non mi pare che in nessuno si possa
parlare di “regime” o di “dittatura” e non è un caso se quasi tutti hanno una
velocità decisionale di fronte alla crisi o agli avvenimenti internazionali di
gran lunga superiore a quella italiana.
martedì 6 ottobre 2015
Che mi tocca rimpiangere
Ad un certo punto della storia
italiana è nato il mito della società civile come unica pulizia del mondo
corrotto e disonesto della politica. In parlamento abbiamo eletto cumuli di
avvocati, giornalisti, ingegneri, professori universitari, imprenditori, medici,
architetti; ne abbiamo fatto sindaci, ministri, presidenti di regione. Tutti
questi signori hanno solamente peggiorato la situazione riuscendo a far
rimpiangere i politici di professione, quelli che uscivano dalle scuole di
partito ma che si facevano le ossa nelle istituzioni partendo dai consigli
circoscrizionali fino ad arrivare al parlamento. Adesso che anche questi
rappresentanti della società (in)civile hanno fallito è il momento degli
indignati in servizio permanente ed effettivo, degli “onesti” che hanno reso le
istituzioni un grande ed enorme Barnum, in cui tutti hanno diritto di parola,
in cui deputati e senatori fanno più notizia per atteggiamenti, parole e gesti
stravaganti o violenti (dai chip sottopelle, ai gesti volgari, alle teorie complottiste
più assurde, alle scie chimiche, all’insulto come arma politica) e tutto questo
ha dato la stura ad un vero e proprio squadrismo virtuale con il quale si
aggrediscono giornalisti, commentatori, politici o anche semplici persone
normali sapendo di poter contare sull’anonimato e sulla presunta protezione del
mondo virtuale. Tutto questo mentre il mondo cambia, cambiano i rapporti di
forza, la vecchia europa diventa sempre più irrilevante sia economicamente che
politicamente e offre il fianco ai rigurgiti fascisti e nazionalisti. Se questo
è il futuro…
RIDATEMI ANDREOTTI…
sabato 12 settembre 2015
Straccetti di pollo all’orientale
Prendete del curry e dello zenzero in polvere, tostateli in
una padella antiaderente per esaltarne il sapore. Preparate una marinata con il
curry e lo zenzero, lime (o limone), menta e miele (se possibile di castagno).
Tagliate a striscioline il petto di pollo e mettetelo a marinare con il
composto preparato prima. Dopo almeno una mezz’ora scaldate una padella
antiaderente con una noce di burro e un cucchiaio d’olio, mettete gli
straccetti un po’ alla volta in modo che prendano calore subito e il miele
caramelli. Fate cuocere qualche minuto
finche’ il pollo sia cotto. Togliete gli straccetti e lasciate ridurre il fondo
di cottura che mettere sopra agli straccetti quando impiatterete.
mercoledì 29 luglio 2015
Greci!" Zappate la terra.
Secondo la, sedicente, esperta Panzana Shiva la soluzione alla crisi greca e' il ritorno alla terra. Nella sua delirante visione, sua e' anche degli imbecilli alla Petrini, basta zappare l'orto per sistemare tutto. Non riesco a capire come persone di normale intelletto vadano dietro a questi ignobili personaggi, basta aprire un libro di storia oppure anche solo un romanzo per scoprire come quel mondo bucolico che loro propugnano ha creato morti di fame, malati cronici e un'emigrazione che non ha avuto uguali nella storia dell'umanita'... ma tanto loro vivono a 10.000 euri a conferenza...
martedì 14 luglio 2015
Non è vero che... 2
Che in Italia il Primo Ministro viene eletto
Che in Italia esiste la carica di Primo Ministro, esiste la carica di Presidente del Consiglio dei Ministri
Che in Italia esistono i governatori
Che si possa fare un referendum sull'Euro
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