martedì 6 ottobre 2015

Che mi tocca rimpiangere


Ad un certo punto della storia italiana è nato il mito della società civile come unica pulizia del mondo corrotto e disonesto della politica. In parlamento abbiamo eletto cumuli di avvocati, giornalisti, ingegneri, professori universitari, imprenditori, medici, architetti; ne abbiamo fatto sindaci, ministri, presidenti di regione. Tutti questi signori hanno solamente peggiorato la situazione riuscendo a far rimpiangere i politici di professione, quelli che uscivano dalle scuole di partito ma che si facevano le ossa nelle istituzioni partendo dai consigli circoscrizionali fino ad arrivare al parlamento. Adesso che anche questi rappresentanti della società (in)civile hanno fallito è il momento degli indignati in servizio permanente ed effettivo, degli “onesti” che hanno reso le istituzioni un grande ed enorme Barnum, in cui tutti hanno diritto di parola, in cui deputati e senatori fanno più notizia per atteggiamenti, parole e gesti stravaganti o violenti (dai chip sottopelle, ai gesti volgari, alle teorie complottiste più assurde, alle scie chimiche, all’insulto come arma politica) e tutto questo ha dato la stura ad un vero e proprio squadrismo virtuale con il quale si aggrediscono giornalisti, commentatori, politici o anche semplici persone normali sapendo di poter contare sull’anonimato e sulla presunta protezione del mondo virtuale. Tutto questo mentre il mondo cambia, cambiano i rapporti di forza, la vecchia europa diventa sempre più irrilevante sia economicamente che politicamente e offre il fianco ai rigurgiti fascisti e nazionalisti. Se questo è il futuro…

 RIDATEMI ANDREOTTI…

sabato 12 settembre 2015

Straccetti di pollo all’orientale


Prendete del curry e dello zenzero in polvere, tostateli in una padella antiaderente per esaltarne il sapore. Preparate una marinata con il curry e lo zenzero, lime (o limone), menta e miele (se possibile di castagno). Tagliate a striscioline il petto di pollo e mettetelo a marinare con il composto preparato prima. Dopo almeno una mezz’ora scaldate una padella antiaderente con una noce di burro e un cucchiaio d’olio, mettete gli straccetti un po’ alla volta in modo che prendano calore subito e il miele caramelli.  Fate cuocere qualche minuto finche’ il pollo sia cotto. Togliete gli straccetti e lasciate ridurre il fondo di cottura che mettere sopra agli straccetti quando impiatterete.

mercoledì 29 luglio 2015

Greci!" Zappate la terra.

Secondo la, sedicente, esperta Panzana Shiva la soluzione alla crisi greca e' il ritorno alla terra. Nella sua delirante visione, sua e' anche degli imbecilli alla Petrini, basta zappare l'orto per sistemare tutto. Non riesco a capire come persone di normale intelletto vadano dietro a questi ignobili personaggi, basta aprire un libro di storia oppure anche solo un romanzo per scoprire come quel mondo bucolico che loro propugnano ha creato morti di fame, malati cronici e un'emigrazione che non ha avuto uguali nella storia dell'umanita'... ma tanto loro vivono a 10.000 euri a conferenza...

martedì 14 luglio 2015

Non è vero che... 2




Che  in Italia il Primo Ministro viene eletto

Che in Italia esiste la carica di Primo Ministro, esiste la carica di Presidente del Consiglio dei Ministri 

Che in Italia esistono i governatori

Che si possa fare un referendum sull'Euro


martedì 24 marzo 2015

Numero Zero



 
Dopo cinque anni Umberto Eco torna con un romanzo andando a esplorare un’epoca molto più vicina a noi. Nell’Italia del 1992 un misterioso “Commendatore” con interessi nell’editoria incarica Simei di mettere su un quotidiano dal nome “Domani”. Simei si mette all’opera e mette su una redazione variegata sotto la direzione di Colonna che è il personaggio che conduce la stora. Una redazione che rappresenta il mondo del giornalismo in tutte le sue sfaccettature dal redattore di mezz’età alla giovane giornalista specializzata in gossip. In realtà questo giornale non è destinato alla pubblicazione ma nelle intenzioni del Commendatore e di Simei dovrebbe essere una macchina del fango per tenere sotto scacco i potenti del momento. Il romanzo è una scusa per parlare del mestiere di giornalista e per rappresentare come si possono costruire le notizie rendendole credibili (concetto già esplorato nel Pendolo, in Baudolino e anche nel Cimitero di Praga), di come si possa leggere la storia collegando eventi non necessariamente legati tra loro. Troviamo quindi una cavalcata attraverso il secondo dopoguerra, dalla cattura di Mussolini a Gladio; dalla P2 al Golpe Borghese. Si finirà con un omicidio, una storia d’amore e una fuga e la precipitosa ritirata del Commendatore dall’impresa. C’è molto Eco in questo romanzo anche se per i suoi standard potremmo definirlo un racconto lungo, i personaggi sono descritti con maestria, le ricostruzioni storiche credibili anche quando possono sembrare inverosimili. Anche la parte su Gelli in parte ricopiata da Wikipedia è un esempio di come in questa società fortemente digitalizzata recuperare dati, testi e storie sia relativamente facile e di come nessuno si preoccupi dell’autorevolezza o meno delle fonti.

giovedì 8 gennaio 2015

scontro di civilta' oppure fallimento di un modello di, falsa, integrazione

Dopo i fatti di Parigi tutti si affanneranno a richiamare gli scritti della Fallacci o di Magdi Allam, tireranno per la giacchetta Eco che oggi dice "c’è una guerra in corso e noi ci siamo dentro fino al collo" e che molti intepretano come un endorsement alle tesi dei due succitati quando in realta' e' semplicemente la rappresentazione di un dato di fatto. Ma quello che reputo molto piu' importante e' l'assoluta incapacita' del mondo occidentale nel comprendere cio' che sta succedendo e soprattutto che gli assassini di oggi non sono dei contadini o degli studenti provenienti dal medio oriente o dal nord africa ma sono ragazzi nati, cresciuti, educati e scolarizzati in europa. La Francia che ha sempre sbandierato l'integrazione come fiore all'occhiello oggi si accorge integrazione non e' solo avere una lingua comune, delle leggi comuni, delle scuole per tutti...ma e' soprattutto non costruire dei ghetti dai quali non esce mai nulla di buono e anzi spesso si cerca rifugio nel radicalismo. L'Europa e l'Italia magari pensino a quel fallimento quando si interrogano su come integrare chi viene da noi in cerca di fortuna.

mercoledì 19 novembre 2014

Burro Chiarificato


Il burro è il grasso alimentare che viene ricavato dalla lavorazione delle creme di latte vaccino. Per ottenere la crema si può procedere in due modi: per affioramento oppure per centrifuga.
Con la tecnica dell’affioramento il latte vaccino viene fatto riposare per un periodo di tempo variabile dalle 8 alle 12 ore; durante questo tempo la parte lipidica del latte (crema di latte o panna), meno pesante, si separa dalla parte liquida e finisce per affiorare in superficie.
Con la tecnica della centrifuga invece si opera meccanicamente; di fatto, la parte grassa del latte viene separata da quella liquida attraverso un processo di centrifugazione. A questo punto crema deve essere sottoposta a burrificazione. Durante questa fase, la crema viene agitata a freddo facendo sì che i globuli di grasso si amalgamino fra loro eliminando le tracce residue di acqua; questo processo viene detto zangolatura. Tipicamente il burro contiene una percentuale di grassi che oscilla fra l’82 e l’85% circa, la parte restante è costituita da acqua.
Chiarificare il burro consiste nell’eliminare la parte acquosa, la caseina e il  lattosio presenti al fine di avere il 100% di grasso.
Il burro normale ha un punto di fumo molto basso: superata la temperatura di 130° comincia a bruciare producendo sostanze dannose per l’organismo, il burro chiarificato, non contenendo acqua, lattosio e caseina,  invece ha un punto di fumo molto più alto (180-200°) fatto che lo rende un grasso ottimo per friggere (la costoletta alla milanese ad esempio).
Prendere un buon burro d’alpeggio e farlo sciogliere senza che arrivi a bollitura. Lasciarlo raffreddare un pochino e poi metterlo dentro a dei bicchieri di plastica. A questo punto raffreddarli in freezer per circa un’ora. Togliete i bicchierini dal congelatore e girateli su di un tagliere, vedrete che avranno due consistenze diverse una, quasi congelata più gialla e una ancora morbida bianchiccia. Togliete la seconda e conservate la prima avvolta nella carta alluminio. Volendo la si può aromatizzare con erbe oppure spezie.

giovedì 16 ottobre 2014

Il Ritorno delle Gru


Non avevo mai letto nulla di Trevanian sapevo solo che il film “Assassinio sull’Eiger” era tratto da un suo libro. Un amico mi ha consigliato “Il ritorno delle Gru” magnificando la storia e il personaggio principale in pratica mi stava descrivendo un capolavoro. Sono andato in biblioteca, l’ho preso in prestito e mi son messo a leggerlo con tutto il mio impegno. Partiamo dalla storia, spionaggio anni ’70 verosimile per certi versi irreale per altri (come ad esempio nella vicenda del dirottamento del concorde), letta oggi risulta inevitabilmente datata visto come il mondo è cambiato, ma tutto sommato gradevole. I personaggi che sono il vero punto debole del libro, quelli di contorno sono più che altro macchiette (il basco un Rodomonte dei poveri, caciarone e presuntuoso, i “cattivi” inevitabilmente stupidi e così via), gli unici degni di nota sono il protagonista e i giapponesi (il maestro e il generale). Veniamo dunque a Nikolaj Hel fulcro e, di fatto, centro del romanzo… personaggio talmente perfetto da risultare antipatico, bello, intelligentissimo, poliglotta, genio della matematica e della crittografia, amatore perfetto e instancabile, assassino perfetto ecc… praticamente un dio prestato alla vita terrena, meditativo, filosofico ma eppure null’altro che assassino. Profondamente razzista nei confronti dei non giapponesi pur essendo lui meticcio (anche qui un filo razzista “russo senza sangue slavo”). Sull’argomento probabilmente il personaggio riflette null’altro che il razzismo che i giapponesi nutrono per tutto il resto del mondo e forse anche un po’ le idee dell’autore che paiono abbastanza antisemite dove per semiti si intendono sia gli israeliano che i palestinesi. Misogino fino all’eccesso considerando le donne null’altro che degli strumenti di piacere. Insomma un bel personaggino che però pare un eroe e non si capisce il perché.
La scrittura di Trevanian è lenta e strapiena di particolari molte volte inutili, la sequenza dell’esplorazione della grotta lunghissima, senza capo né coda e illeggibile. Fino a due terzi scorre comunque bene ed è anche godibile quando, però, inizia l’azione sembra che all’autore dia fastidio parlane e diventa frettoloso, accumula i fatti senza dare il tempo di capirli per arrivare rapidamente al finale che sembra buttato lì perché un finale serviva.
Il titolo italiano si riferisce a una fase del Go che è il gioco in cui, ovviamente, Hel eccelle anche se se ne parla di continuo ma non si spiega in cosa consista. Il titolo originale è Shibumi una parola giapponese che non ha traduzione in italiano e che grosso modo indica un grande senso di raffinatezza unito a modestia dell’apparenza e dell’esistenza… non si capisce come questo si attanagli a Nikolaj Hel o anche solo a Trevanian che addirittura si auto celebra con una nota a fondo pagina come fosse un disclaimer “Nel corso di questo libro, Nicholai Hel si avvarrà della tecnica di nudo uccidere, che però non sarà mai descritta nei particolari. In un libro precedente l'autore descriveva una pericolosa ascensione in montagna. Durante la trasformazione di tale romanzo in un insipido film, un giovane e brillante scalatore rimane ucciso. In un libro successivo l'autore illustrò un metodo per rubare dei quadri in qualsiasi ben protetto museo. Poco dopo la pubblicazione della versione italiana di questo libro, tre dipinti furono rubati a Milano con lo stesso identico metodo descritto, e due di essi rimasero irrimediabilmente mutilati. Un mero senso di responsabilità sociale gli impone ora di evitare esatte descrizioni tecniche e di avvenimenti che, pur rivestendo, forse, un certo interesse per un pugno di lettori, potrebbero contribuire al male fatto a (e da) i non iniziati. Per lo stesso motivo, l'autore terrà parzialmente in ombra certe avanzate tecniche sessuali che potrebbero essere pericolose, e sarebbero certamente dolorose, per il neofita.”   Nota che ho trovato ridicola e inutilmente autocelebrativa.


martedì 2 settembre 2014

Calcio moderno o normalità


Le ultime vicende di calciomercato fanno si che siano necessarie alcune riflessioni:

1)      Il Toro ha SEMPRE venduto i giocatori migliori solo per fare un elenco a memoria: Rosato, Francini, Dossena, Marchegiani, Cravero, Lentini… quindi la cessione di Immobile e Cerci e’ nel solco di quel Toro che poi in fondo tutti rimpiangono;
2)      Dopo la sentenza Bosman il mondo del calcio è stato completamente ribaltato, mentre in passato i giocatori erano in balia dei presidenti (basta leggere il libro di Pecci per rendersene conto) oggi è il contrario e la presenza dei procuratori peggiora ancor più la cosa;
3)      Il calcio italiano è un calcio in declino;
4)      Cerci dice (testuale) “…Credetemi,ho aspettato fino alla fine una proposta valida e speravo che arrivasse con tutto me stesso,ma così non è stato…” e grazie al beneamato… la sua richiesta era ben al di sopra delle possibilità non solo del Toro ma anche praticamente della totalità delle squadre italiane, l’unica che ha intavolato una trattativa, milan, era disposto a quella cifra solo se il Torino avesse abbassato, e di molto, la sua richiesta;
5)      Trovo abbastanza ridicolo che da una parte di tifosi si lamentino del “calcio moderno” e dall’altra si mettano a fare i commercialisti, i direttori sportivi, gli esperti di finanza, di costruzioni, di marketing ecc…;
6)      Nello sport l’unico giudice è il campo, il primo anno di Ventura il giudizio medio era “già tanto che arriviamo ai play off”, il secondo “squadra di merda dove vogliamo andare”, l’anno scorso “faticheremo a trovare 3 squadre da metterci dietro”, tutte e tre le volte la squadra ha smentito i presunti esperti, quest’anno siamo di nuovo agli stessi giudizi. A luglio si diceva che a Ventura e alla società non interessava l’accesso all’EL, e quindi l’allenatore avrebbe fatto di tutto  per andare fuori. Poi che l’Inter ci avrebbe asfaltato senza pietà e anche qui il risultato è stato decisamente diverso;
7)      Nel mondo reale la squadra è stata rinforzata, la difesa è esperta e sono stati presi un paio di buoni prospetti. A centrocampo con Perez, Nocerino e Benassi dovremmo essere meglio assortiti. Sugli esterni Molinaro aumenta l’esperienza e sicuramente ci consentirà di far giocare Darmian nel suo ruolo naturale, Bruno Peres potrebbe essere un acquisto in prospettiva. Davanti abbiamo aggiunto a El Kaddouri e Farnerud, Sanchez Mino e i 3 dovrebbero garantire quella fantasia e quell’imprevedibilità che saranno necessari. In attacco è vero che sono andati via Cerci e Immobile ma sono stati sostituiti comunque da due giocatori di livello come Quagliarella e Amauri, è stato preso un giovane come Martinez che potrebbe essere la vera sorpresa dell’anno, in queste condizioni i tanto vituperati Barreto e Larrondo non saranno che le riserve… esattamente come lo scorso anno;
8)      Capitolo Cairo, al netto delle baggianate sulla destinazione dei soldi incassati… (basta conoscere le norme che regolano le SPA per sapere che non può distrarre i fondi da una società per spostarli nelle sue tasche, almeno non può in maniera legale… se qualcuno è a conoscenza di un reato può sempre denunciarlo… La cosa che in realtà trovo ridicola è che Cairo viene contestato in primis da tutta quella gente che gli si è sdraiata davanti a tappetino, da tutti quelli che bramavano il suo numero di cellulare per proporsi come “esperti” o che cercavano una certa legittimazione alla loro, presunta, autorevolezza… Chi scrive ha sempre reputato Cairo per quello che è e sarà sempre… uno squalo che dopo i primi anni da pesciolino rosso nel mondo del calcio ha capito come funzione e come si fa a creare una squadra che possa autofinanziarsi e a mantenersi nelle zone tranquille della classifica. Alla luce di ciò come gestisca i soldi non me ne frega una ceppa, mi interessa poi cosa succede in campo.
9)      Gramellini non ha perso tempo a recitare la parte che tanto gli viene congeniale… il paraculo…
10)  Sono assolutamente convinto che faremo un campionato sulla falsariga di quello scorso