Ritorno oggi da una vacanza di qualche giorno a Firenze, non ci ero mai stato e quindi e’ stata l’occasione per vedere qualcosa di nuovo. Sicuramente la citta’ ha una struttura architettonica e una concentrazione di opere d’arte notevolissima e di altissimo livello e un retaggio storico secondo a pochissime citta’ al mondo ma, e si ci sono diversi ma. Il primo e’ relativo alla citta’ che ho trovato sporca e maltenuta, l’odore di fogna o di piscio e’ presente in quasi ogni angolo (per dire, alla biglietteria di Palazzo Pitti bisogna avere in dotazione una maschera antigas), la pavimentazione delle vie del centro e’ precaria e il rischio di inciampo e’ continuo. Il secondo punto critico sono gli assurdi orari dei principali musei o monumenti, non c’e’ alcun coordinamento… uno apre alle 8, uno alle 10, cosi’ facendo si trovano code chilometriche in ogni dove, personalmente non c’e’ stato verso di visitare il duomo (gratuito) o l’Accademia (a pagamento). Gli Uffizi sono stati una delusione… non certo per la qualita’ e la quantita’ delle opere, che e’ eccelsa, ma per l’illuminazione delle sale (Giotto e Cimabue sono inguardabili, la Venere di Botticelli va’ indovinata dietro ai riflessi del vetro di protezione), il caldo quasi insostenibile (e non siamo ancora all’afa di luglio o di agosto) e in generale la sensazione di essere sopportati dagli inservienti e dal personale. Fiore all’occhiello della citta’ e’ comunque il cibo, buono quasi dappertutto e a prezzi sostenibili per le famiglie (ad esclusione della celebratissima fiorentina che pero’ a meno di una quarantina di euro al chilo e’ introvabile). In definitiva una bella gita nonostante qualche delusione
Libri, cucina, baseball, calcio, sport in genere, politica e varia umanita'.
venerdì 24 giugno 2011
domenica 19 giugno 2011
L'ultimo assolo
Molti anni fa... correva l'anno 1981... io ero ragazzino avevo 14 anni e mi avvicinavo da neofita alla musica. Mister Fantasy a tarda sera era un appuntamento irrinunciabile e in quell'edizione la sigla finale era costituita da alcuni brani tratti da un concerto di Bruce Springsteen... allora era magro, magro, infilato in un completo di chiara fattura anni'70 probabilmente beige (io avevo un televisore in bianco e nero e quindi quel colore sembrava)... rimasi affascinato e stupefatto dalla forza di quell'ometto del New Jersey, ma quello che mi stupi' ancora di piu' era la forza della band che lo accompagnava... basso, batteria, organo, tastiere, chitarra... e soprattutto un enorme sax tenore... enorme il sax ed enorme chi lo suonava... quel sax in mano a Clarence sembrava un giocattolo in mano a un bambino. Ma quello che stupiva era come quel suono stridente riuscisse a integrarsi completamente con il resto della band e anzi ne dettasse ritmi e potenza. C'era qualcosa che legava in modo indissolubile quell'omone nero con quel piccolo ragazzo del New Jersey, sembravano uno l'alter ego dell'altro, sul palco si integravano, si cercavano fino ad arrivare al celebre bacio sulla bocca che si scambiavano durante il concerto. Era dal primo disco del Boss che il sax di Clarence Clemons dava forza alle storie raccontate... da Spirit in the night a Jungleland, da Badlands a Thunder Road, senza quel sax quei pezzi non sarebbero cio' che sono. Poco tempo dopo quella scoperta trovai in edicola una cassettina "Enciclopedia del Rock" dedicata al Boss, uno dei pezzi era la celeberrima Rosalita, pezzo lunghissimo e al cui interno Bruce presentava la Band... per ognuno dei componenti aveva un nomignolo, una battuta... ma per lui, per Clarence ogni volta componeva un vero e proprio poema... "and last but not the least!" e giu' una sfilza di nomignoli e di aggettivi... (piu' veloce di una locomotiva ecc...) fino ad arrivare a "Mr.Big Man Clarence Clemons on the saxophone"... era l'apoteosi... Oggi non ci sei piu' e nulla sara' piu' uguale, ma ti voglio pensare lassu' su una nuvola insieme a Danny che se n'e' andato qualche anno prima di te a improvvisare qualcosa per le altre anime in attesa del giudizio universale. Grazie di essere esistito.
mercoledì 15 giugno 2011
Farinata...
Io non amo particolarmente la Liguria soprattutto Genova, citta' che non ho mai trovato attraente ne' per l'architettura ne' per la sua gente... eppure una cosa che adoro di quella regione e' la farinata... ne mangerei in continuazione, così ho provato a farla e dopo qualche tentativo andato non benissimo, vuoi per l'impasto non perfetto, vuoi per il forno non adatto, vuoi per la teglia sbagliata... ho messo a punto una ricetta e un sistema di cottura che mi ha dato grandi soddisfazioni.
Per 4 persone prendete 250 gr di farina di ceci, mettetela in una ciotola e stemperatela con l'acqua fino a formare una pastella abbastanza liquida ma non troppo, aggiungete un rametto di rosmarino e lasciate riposare il tutto almeno un'ora. Passata l'ora togliete il rosmarino, aggiungete il sale (quantita' a piacere a seconda di come vi piace) e due bei cucchiai d'olio, mescolate bene. A questo punto prendete una padellina antiaderente, mettetela sul fuoco appena, appena unta d'olio e aspettate che sia ben calda, prendete un mestolino di impasto e versatelo nella padella in modo da formare una frittella di una decina di cm di diametro, aspettate che sulla superficie si formino i buchini che indicano la cottura dell'altro lato e girate la frittella, lasciate ben dorare anche l'altra faccia e toglietela dal fuoco... risultato garantito.
lunedì 13 giugno 2011
Un altro anno di B
Campionato e sue code (play off e play out) finito e così i verdetti diventano ufficiali (giustizia sportiva permettendo). Il Toro si farà un altro anno di B, le prospettive saranno le stesse degli ultimi due... arrivare almeno ai play off, possibilità smarrita alla fine in questo campionato. Il verdetto dice che il Novara andrà in A, grosso modo non me ne frega nulla di una rivalita' inventata da una tifoseria ridicola perlopiu' fatta da gente che tifa normalmente per juveintermilan. Faccio solo presente ai minus sapiens che per festeggiare hanno a piu' riprese insultato il Toro e anche a quello che si spaccia come cuore granata e cioe' Fontana, che le persone che si incontrano e si calpestano salendo, saranno le stesse che si incontreranno scendendo... Negli anni altre squadrette hanno cercato la rivalita' con la Storia del calcio... sono tutte fallite (Perugia e Mantova)... cari novaresi... ci risentiremo quando sarete tornati nel posto che vi compete... la Lega Pro.
venerdì 3 giugno 2011
Mercoledì scorso pubblicavo questo post in cui mi interrogavo su quanto Grillo sia funzionale al potere e non contro, oggi mi imbatto in questo articolo sull'Unità, articolo che sottoscrivo in toto comprese le virgole, gli spazi e i sospiri...
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Guai a scherzare su Grillo!Chi tocca i fili, muore...
di Alessandro Capriccioli In Italia, checché se ne dica, si può scherzare su tutti: su Berlusconi, sul PD, sulla Lega, su Fini, su Casini, sui Responsabili, sui Radicali e pure sul papa. Di solito incassano senza fare grandi storie, e male che ti vada ti dicono che lo scherzo non fa ridere, o che è roba già sentita, oppure, nel caso del papa, che sei un miscredente senza rimedio. Se scherzi su Grillo, però, le cose si mettono diversamente.
Se scherzi su Grillo la prima cosa che i suoi sostenitori ti sbattono in faccia è che Grillo è un comico, mica un politico, e allora perché non scherzi pure su Teo Teocoli, su Checco Zalone e su Claudio Bisio? Perché sei in malafede, naturalmente. Perché sei in malafede, proseguono i fan, un pennivendolo pagato da De Benedetti, o da Berlusconi, o da Confindustria, o dall'Unità, o dalle multinazionali, o da Vendola, o dal PD -oppure, chissà, da tutti quanti messi assieme- per contribuire alla distruzione del Movimento 5 Stelle: il quale, precisano, è una cosa ben diversa da Beppe Grillo, e tu sei in malafede pure perché fai finta di non saperlo.
Poco importa, naturalmente, che simili levate di scudi contengano due paradossi, piazzati in modo nemmeno troppo insidioso l'uno dentro l'altro. Poco importa che sia sufficiente leggere il cosiddetto "non-statuto" del Movimento 5 Stelle per accertarsi che Beppe Grillo, quello che sarebbe solo un comico, è l'unico proprietario del simbolo elettorale, cosa che a meno di clamorose rivelazioni non può dirsi di Teocoli, di Bisio e nemmeno di Zalone.
Poco importa pure che Grillo, il comico titolare del simbolo, abbia l'abitudine di prendere in giro tutti, nessuno escluso, spesso e volentieri attaccandoli su elementi che a parere di molti sarebbe bene lasciare fuori dalla satira, come l'altezza o il semplice fatto che sono in là con gli anni; e che dai sostenitori di uno che si comporta così sarebbe lecito aspettarsi, come dire, una certa pacata tolleranza verso quelli che a loro volta canzonano un po' lui.
Invece no. Su Grillo non si scherza, punto. E chi lo fa è un prezzolato. Un tantino severi per essere i fan di uno che è solo comico, o sbaglio?
Se scherzi su Grillo la prima cosa che i suoi sostenitori ti sbattono in faccia è che Grillo è un comico, mica un politico, e allora perché non scherzi pure su Teo Teocoli, su Checco Zalone e su Claudio Bisio? Perché sei in malafede, naturalmente. Perché sei in malafede, proseguono i fan, un pennivendolo pagato da De Benedetti, o da Berlusconi, o da Confindustria, o dall'Unità, o dalle multinazionali, o da Vendola, o dal PD -oppure, chissà, da tutti quanti messi assieme- per contribuire alla distruzione del Movimento 5 Stelle: il quale, precisano, è una cosa ben diversa da Beppe Grillo, e tu sei in malafede pure perché fai finta di non saperlo.
Poco importa, naturalmente, che simili levate di scudi contengano due paradossi, piazzati in modo nemmeno troppo insidioso l'uno dentro l'altro. Poco importa che sia sufficiente leggere il cosiddetto "non-statuto" del Movimento 5 Stelle per accertarsi che Beppe Grillo, quello che sarebbe solo un comico, è l'unico proprietario del simbolo elettorale, cosa che a meno di clamorose rivelazioni non può dirsi di Teocoli, di Bisio e nemmeno di Zalone.
Poco importa pure che Grillo, il comico titolare del simbolo, abbia l'abitudine di prendere in giro tutti, nessuno escluso, spesso e volentieri attaccandoli su elementi che a parere di molti sarebbe bene lasciare fuori dalla satira, come l'altezza o il semplice fatto che sono in là con gli anni; e che dai sostenitori di uno che si comporta così sarebbe lecito aspettarsi, come dire, una certa pacata tolleranza verso quelli che a loro volta canzonano un po' lui.
Invece no. Su Grillo non si scherza, punto. E chi lo fa è un prezzolato. Un tantino severi per essere i fan di uno che è solo comico, o sbaglio?
2 giugno 2011"...
mercoledì 1 giugno 2011
Grillo e la sua funzionalità al potere
Leggo sui giornali e sulla rete le continue esternazioni del guru al pesto, ormai sembra Cossiga ha una sua verità su tutto. La cosa piu' sconvolgente però è l'aura di santità che i suoi seguaci gli costruiscono attorno, e lui assume sempre di più i tratti del predicatore piuttosto che attivista politico. Il suo messaggio e' abbastanza chiaro, sono tutti uguali, è tutto lo stesso letame, và tutto male "l'e' tutto da rifare" come diceva il compianto Bartali. Lo sconvolgente e' che nei suoi confronti non si possa esercitare il benchè minimo diritto di critica, sui blog nei quali alcuni analisti (penso a Gilioli e al suo piovono rane, oppure a Zucconi su Repubblica) provano ad analizzare il fenomeno e a mettere in luce le incongruenze enormi di questo, ecco che appena pubblicano un articolo i commenti vengono praticamente cannibalizzati dai cosiddetti grillini che di fatto fanno opera di trolleraggio in modo da mandare in vacca qualunque tentativo di discussione e come non ricordare anche tutti coloro (Ricca, Sonia Alfano, De Magistris) che in qualche modo si sono messi di traverso dopo un flirt con lui e che da lui vengono oggi spernacchiati e condannati in modo non diverso da come si usava nell'Urss di Stalin o nella Cina di Mao (ovviamente come concetto non con le stesse conseguenze fisiche). Per non dire del "Baba" genovese che rifiuta qualsiasi confronto pubblico e qualsiasi intervista diretta (in questo assomiglia in modo evidente al primo ministro) parlando ormai come un oracolo. Per sua sfortuna però non è più come un tempo quando Verba volant, scripta manent, oggi la stessa tecnologia che prima condannava (1, 2) e poi l'ha reso un fenomeno tra il politico e il religioso, fa si che ogni sua "esternazione" rimanga e non cada nel dimenticatoio per cui uscite come questa dimostrano che il suo obiettivo non e' quello di cambiare sistema oppure di dare voce a chi potrebbe non averla, no quello reale e' di essere una sponda al potere, fare opposizione non al potere ma a chi al potere non c'è e in quest'ottica vanno letti i continui attacchi a PD, IDV o SEL, mentre si nota un silenzio assordante sulla Lega ad esempio (ma qui c'è un'identità di vedute vedasi le esternazioni di grillo sui rom e sui rumeni) e soprattutto sul primo ministro, chiamato psiconano ma poi alla luce dei fatti mai attaccato sui suoi provvedimenti legislativi. In conclusione Grillo non è il nuovo è semplicemente il contenitore dove il potere cerca di confinare il dissenso e soprattutto limitare l'azione delle opposizioni.
In ultimo andrebbe analizzato il rapporto tra Grillo e l'agenzia di Comunicazione che da anni ormai detta le sue mosse (la Casaleggio associati) che si occupa anche di multinazionali e banche, le stesse che Grillo ha ormai dimenticato nelle sue invettive. In definitiva Grillo si e' trasformato in Brand e di qui la necessità di essere tutti i giorni sulle pagine dei giornali anche a costo di dichiarare delle scempiaggini. Analizzerò in seguito il successo delle liste del partito 5 stelle.
martedì 31 maggio 2011
Il cappottino e' servito
«L'attenzione è andata su Milano ma, andando a vedere i dati sulle province e sui comuni, c'è stato un sostanziale pareggio. I numeri parlano di parità» così parlò non Zarathustra ma Denis - 15milioni-Verdini. Però Cota in Piemonte perde la sua città nonostante il candidato imposto da lui, il centrodestra perde quasi tutti i comuni importanti (chivasso, carmagnola, trecate...) gli rimane giusto giusto la Provincia di Vercelli conservata per un pugno di voti, maggio nero per Cota che intasca anche la trombatura del suo Assessore alla Cultura come Sindaco di Torino. nel complesso una vera caporetto e da oggi il presidente dovrà far fronte allo scandalo sanità senza però piu' la forza di imporre il volere della Lega al resto della Giunta e la fronda interna alla maggioranza non vede l'ora di sbranarlo. Dal punto di vista dei piemontesi buone notizie.
lunedì 30 maggio 2011
E alla fine si rimase in B
Oggi su forum e media assortiti e' un florilegio di attacchi, insulti e amenita' varie contro Urbano Cairo. A parte il fatto che trovo vomitevole che ci sia gente contenta di una stagione fallimentare, ma questo non mi stupisce il tifoso medio del Toro non e' diverso da quello delle altre squadre. Mi chiedo pero' a che titolo tutta sta gente parli, che credibilita' abbiano gruppi organizzati, coordinamenti assortiti ecc... sono esattamente le stesse persone che 5 anni fa si sdraiavano a pelle di leopardo davanti al grande (sic!) comunicatore, gente che pietiva un numero di cellulare e un appuntamento per elargire i propri essenziali consigli al nuovo proprietario, oppure che lo avvicinava per cercare di vendere il proprio appoggio. Tutta questa gente oggi si permette di strillare come una verginella davanti a Barbablù... ma almeno un sussulto di dignità, abbiate il coraggio di dire "siamo degli imbecilli" e invece no! passano ancora il tempo a insultare chi non si allinea al pensiero unico.
Per capire che Cairo era un mezzo delinquente bastava sentirlo parlare e vedere come, non, organizzava la società, non c'era bisogno di fini analisti o di sensitivi, bastava usare il cervello, quello che Voi non avete mai usato. Per quanto mi riguarda tutta sta feccia non mi rappresenta ne' come uomo, ne' come tifoso del Toro.
Per capire che Cairo era un mezzo delinquente bastava sentirlo parlare e vedere come, non, organizzava la società, non c'era bisogno di fini analisti o di sensitivi, bastava usare il cervello, quello che Voi non avete mai usato. Per quanto mi riguarda tutta sta feccia non mi rappresenta ne' come uomo, ne' come tifoso del Toro.
venerdì 27 maggio 2011
Riflessioni sparse di varia umanita’
Politica:
A Torino viene eletto sindaco Fassino, con grande scorno di Mr.Fronzolo Coppola, di sua mestizia Musy e di sua ignoranza Bertola… Buona notizia. Nel complesso il governo esce tritato dalla tornata amministrativa, con buona pace di Mr.15milioni Verdini, anche vincesse i ballottaggi a Milano e Napoli la scollatura tra paese ed esecutivo pare enorme, scomposta e insanabile.
Tralasciamo per pieta’ le farneticazioni di Red Ronnie, della figlia e della Signora Granero in Santadeche’… mentre puo’ essere interessante vedere questo brevissimo video dell’ennesima figuraccia internazionale del nostro Amato Leader
Calcio:
Il campionato di Serie A è finito i Bilanisti lo vincono e lo festeggiano con il loro solito stile… deve essere l’aria di Milanello ad avere qualche problema…arrivano lì e diventano tutti stronzi… mistero. Sabato si giochera’ la finale di Champions tra il Barcellona e lo United… la retorica che accompagna gli spagnoli e’ vomitevole anche davanti all’evidenza della stronzaggine completa di molti giocatori… confido nelle capacita’ e nello spirito di corpo di Sir Alex e compagnia. Domenica invece si giochera’ la finale di Coppa Italia, Palermo-Inter, l’occasione per i primi e anche per Leonarod di vincere il loro primo trofeo, vedremo.
Baseball:
Ieri sera guardavo su Rai sport Cariparma-Grosseto… se il livello della (pomposamente chiamata) IBL e’ questo siamo rovinati… Lanciatori ridicoli, errori difensivi a catafottere… insomma sembrava di vedere la C in cui giocavo io…
Major League, dopo l’orrenda partenza i Sox si sono finalmente riportati al livello degli Yankees… bene cosi’.
giovedì 26 maggio 2011
L'Orgoglio degli Yankees
“Amici, nelle due ultime settimane sarete sicuramente venuti a conoscenza del difficile momento che sto attraversando, ma voglio dirvi che oggi mi sento l’uomo più fortunato della terra.
Sono stato presente sul campo da baseball per diciassette anni e ho sempre ricevuto affetto e incoraggiamenti da voi che siete i miei fan.
Guardate questi grandi uomini. Chi di voi non vorrebbe essere al punto culminante della propria carriera solo per paragonarsi a loro almeno un giorno nella vita? Certo che sono fortunato.
Chi non considererebbe un onore il fatto di aver conosciuto Jacob Ruppert? E anche Ed Barrow, la persona più importante nel baseball? O il fatto di aver trascorso sei indimenticabili anni con Miller Huggins, il mio grande amico?
Oppure di aver trascorso i successivi nove anni con quel fantastico leader, brillante studente di psicologia e miglior manager che il baseball abbia mai avuto, Joe McCarthy? Certo che sono fortunato.
Quando la squadra dei New York Giants, una squadra che per batterla daresti anche il tuo braccio destro, e viceversa, ti fa un regalo, questo è fantastico.
Quando tutti fino agli addetti del campo o quei giovani vestiti di bianco si ricordano di te perché hai vinto tanti premi, questo è fantastico.
Quando avete una suocera meravigliosa che si schiera a vostro favore nei battibecchi con sua figlia, questo è fantastico. Quando vostro padre o vostra madre lavorano sodo per tutta la vita per darvi un’educazione o per far sì che voi possiate allenarvi in qualche sport, è una benedizione.
Quando al vostro fianco avete una moglie forte che vi sostiene e che dimostra molto più coraggio di quello che abbiate mai potuto immaginarvi, è la cosa più bella che si possa desiderare.
Quindi concludo dicendo che forse sto attraversando un brutto periodo, ma ho tantissimo per cui continuare a vivere”.
Sono stato presente sul campo da baseball per diciassette anni e ho sempre ricevuto affetto e incoraggiamenti da voi che siete i miei fan.
Guardate questi grandi uomini. Chi di voi non vorrebbe essere al punto culminante della propria carriera solo per paragonarsi a loro almeno un giorno nella vita? Certo che sono fortunato.
Chi non considererebbe un onore il fatto di aver conosciuto Jacob Ruppert? E anche Ed Barrow, la persona più importante nel baseball? O il fatto di aver trascorso sei indimenticabili anni con Miller Huggins, il mio grande amico?
Oppure di aver trascorso i successivi nove anni con quel fantastico leader, brillante studente di psicologia e miglior manager che il baseball abbia mai avuto, Joe McCarthy? Certo che sono fortunato.
Quando la squadra dei New York Giants, una squadra che per batterla daresti anche il tuo braccio destro, e viceversa, ti fa un regalo, questo è fantastico.
Quando tutti fino agli addetti del campo o quei giovani vestiti di bianco si ricordano di te perché hai vinto tanti premi, questo è fantastico.
Quando avete una suocera meravigliosa che si schiera a vostro favore nei battibecchi con sua figlia, questo è fantastico. Quando vostro padre o vostra madre lavorano sodo per tutta la vita per darvi un’educazione o per far sì che voi possiate allenarvi in qualche sport, è una benedizione.
Quando al vostro fianco avete una moglie forte che vi sostiene e che dimostra molto più coraggio di quello che abbiate mai potuto immaginarvi, è la cosa più bella che si possa desiderare.
Quindi concludo dicendo che forse sto attraversando un brutto periodo, ma ho tantissimo per cui continuare a vivere”.
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