venerdì 15 giugno 2018

Continuiamo pure a minimizzare...




Nel settembre 2017 sulla scia del dibattito parlamentare pubblicavo questo post "Perché in Italia è necessaria una legge contro la propaganda fascista nel quale spiegavo che il problema maggiore era la rimozione quasi totale del nostro passato. Ieri tutto è tornato, prepotentemente, alla ribalta con il voto del Consiglio comunale di Roma (5stelle e FdI) per la possibile intestazione di una via a Giorgio Almirante. Vorrei tratteggiare la figura che solo la cialtronesca gestione politica del secondo dopoguerra (anche per compiacere gli Stati Uniti) ha lasciato che avesse dignità politica

Giorgio Almirante (1914-1998)
Giornalista fin da giovane iscritto al partito fascista,  nella prima parte della Seconda Guerra Mondiale  segue le camice nere nella campagna di Nordafrica. All'armistizio aderisce alla Repubblica di Salò con il grado di generale e diventa Capo di Gabinetto del Ministero della Cultura popolare. In questa veste scrisse e diffuse il manifesto "agli sbandati" che qui riproduco 

« PREFETTURA DI GROSSETO
UFFICIO DI P. S. IN PAGANICO
COMUNICATO
Si riproduce testo del manifesto lanciato agli sbandati a seguito del decreto del 10 aprile.
"Alle ore 24 del 25 maggio scade il termine stabilito per la presentazione ai posti militari e di Polizia Italiani e Tedeschi, degli sbandati ed appartenenti a bande. Entro le ore 24 del 25 maggio gli sbandati che si presenteranno isolatamente consegnando le armi di cui sono eventualmente in possesso non saranno sottoposti a procedimenti penali e nessuna sanzione sarà presa a loro carico secondo quanto è previsto dal decreto del 18 Aprile. I gruppi di sbandati qualunque ne sia il numero dovranno inviare presso i comandi militari di Polizia Italiani e Tedeschi un proprio incaricato per prendere accordi per la presentazione dell'intero gruppo e per la consegna delle armi. Anche gli appartenenti a questi gruppi non saranno sottoposti ad alcun processo penale e sanzioni. Gli sbandati e gli appartenenti alle bande dovranno presentarsi a tutti i posti militari e di Polizia Italiani e Germanici entro le ore 24 del 25 maggio. Tutti coloro che non si saranno presentati saranno considerati fuori legge e passati per le armi mediante fucilazione nella schiena. Vi preghiamo curare immediatamente affinché testo venga affisso in tutti i Comuni vostra Provincia."

p. il Ministro Mezzasoma - Capo Gabinetto
GIORGIO ALMIRANTE
Dalla Prefettura 17 maggio 1944 - XXII » 

ritrovato e pubblicato nel 1971 fece sì che Almirante querelasse giornali, studiosi e giornalisti. Al termine di un procedimento lungo 7 anni che portò al ritrovamento di altre testimonianze storiche del fatto, le querele vennero tutte rigettate.

nel dopoguerra gli venne concesso di diventare parlamentare e di fatto di godere di agibilità  politica. Negli anni '70 lui e il suo partito furono contigui ai gruppi eversivi neri dando coperture politiche, fondi e protezione. Durante le indagini sulla strage di Peteano (1972, nella quale morirono 3 carabinieri) uno degli autori materiali della strage, Vincenzo Vinciguerra,  dichiarò che Almirante fece pervenire 35.000 dollari a Carlo Cicuttini (dirigente dell'MSI e coautore dell'attentato) per un intervento alla corde vocali necessario perche' Cicuttini era l'autore della telefonata (registrata) che fece cadere i carabinieri nell'agguato. Indagato si avvalse più volte dell'immunità parlamentare fino a sfruttare un'amnistia che fece in modo che non pagasse mai per il suo appoggio al terrorismo nero.

negli anni questa brava persona: (fonte wikipedia)

  • Nel 1947 venne condannato per collaborazionismo con le truppe naziste; per questo reato verrà emesso nei suoi confronti un provvedimento di confino di polizia. Sempre nel 1947 viene accusato del reato di apologia del fascismo a seguito di un comizio tenuto a Piazza Colonna durante la campagna elettorale per le amministrative; il 4 novembre 1947 gli verrà inflitta una condanna ad altri 12 mesi di confino poi annullata.
  • Il 5 maggio 1958 al termine di un comizio a Trieste, Almirante è denunciato dalla Questura per «Vilipendio degli Organi Costituzionali dello Stato».
  • Il 16 giugno 1971 il Procuratore della Repubblica di Spoleto, Vincenzo De Franco, chiese alla Camera dei Deputati l'autorizzazione a procedere contro Giorgio Almirante per i reati di "Pubblica Istigazione ad Attentato contro la Costituzione" e "Insurrezione Armata contro i Poteri dello Stato". L'autorizzazione venne concessa il 3 luglio 1974 dalla Camera dei deputati, con la contrarietà del solo MSI. Il segretario missino aveva infatti affermato durante il congresso del partito, con chiaro riferimento ai regimi di Salazar, Papadopoulos e Franco:
« I nostri giovani devono prepararsi all'attacco prima che altri lo facciano. Da esso devono conseguire risultati analoghi a quelli conquistati in altri paesi d'Europa quali il Portogallo, la Grecia e la Spagna. »
  • Nel giugno 1972 l'allora Procuratore generale di Milano, Luigi Bianchi D'Espinosa, decise di chiedere alla Camera l'autorizzazione a procedere nei suoi confronti per tentata ricostituzione del Partito fascista. Gravemente ammalato Bianchi d'Espinosa morì poche settimane dopo. Il Parlamento, nel maggio 1973, concesse l'autorizzazione a procedere ma tutto si arenò poco dopo e non proseguì oltre.
Sul Giornale "La difesa della Razza" (di cui era direttore) scrisse: 

" Il razzismo ha da essere cibo di tutti e per tutti, se veramente vogliamo che in Italia ci sia, e sia viva in tutti, la coscienza della razza. Il razzismo nostro deve essere quello del sangue, che scorre nelle mie vene, che io sento rifluire in me, e posso vedere, analizzare e confrontare col sangue degli altri. Il razzismo nostro deve essere quello della carne e dei muscoli [...]. Altrimenti finiremo per fare il gioco dei meticci e degli ebrei [...]. Non c'è che un attestato col quale si possa imporre l'altolà al meticciato e all'ebraismo: l'attestato del sangue." 

uno così deve essere disperso nelle nebbie della storia e non gli si deve concedere nessun onore dacchè ha già avuto la fortuna di morire nel suo letto.


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