Doveva succedere, Bruce aveva detto che si sarebbe impegnato direttamente contro le politiche fasciste di Trump. l'ha fatto prima in alcune interviste, poi pubblicando "Streets of Minneapolis" e infine con questo "Land of hope & dreams tour". Nelle sue canzoni Springsteen ha sempre parlato degli ultimi, della speranza, del sogno americano e della libertà, e questo tour profondamente politico è la summa di tutto il suo lavoro. La prima data a Minneapolis è un chiaro manifesto così come lo è la chiusura a Washington nella casa del potere.
La scaletta è costruita in modo da rappresentare il Boss e la E Street Band in toto, l'antimilitarismo di War e Born in the USA, il sogno americano di The Promised Land, Land of hope & dreams e Born to Run, la forza di No surrender e Badlands. L'america dell'inutile violenza di Street of Minneapolis e American Skin, l'america degli ultimi di Ghost of Tom Joad con quei versi quasi profetici e la chitarra incendiaria di Tom Morello:
"Now Tom Said; "Mom, wherever there's a cop beatin' a guy
Wherever a hungry new born baby cries
Where there's a fight 'gainst the blood and hatred in the air
Look for me mom I'll be there
Wherever there's somebody fightin' for a place to stand
Or decent job or a helpin' hand
Wherever somebody's strugglin' to be free
Look in their eyes mom you'll see me.""
Lui adesso è lì e la signora Zirilli sarebbe felice
La sguaiata risposta di Trump "quella prugna secca" è la dimostrazione che Bruce, anche questa volta ha colpito nel segno.
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