giovedì 30 giugno 2011

Ipocrisia... il verbo del 2000

All’alba dei 44 anni ho finalmente capito che buona parte del mondo che mi circonda e’ costituito da persone a cui non interessa avere uno scambio di idee su di un argomento. No l’obiettivo e’ quello di “evangelizzare” gli altri e quindi se non ti allinei o rifiuti il “verbo” sei automaticamente un eretico. Il secondo insegnamento della giornata e’ che essere coerenti non e’ piu’ considerato un valore, una medaglia al merito… anzi, e’ considerato inutile, l’ideale e’ seguire il detto “fate cio’ che dico e non cio’ che faccio”. Io trovo invece che essere coerenti sia non solo necessario ma anche un “di piu’” della vita, e invece mi trovo gente che predica, predica, predica  “l’ecologia”, “il bene pubblico”, “il pacifismo”, che va contro “il sistema”, contro “il potere” e poi in realta’ e molto piu’ conformista e si piega a 90° davanti ai compromessi che la vita a volte ti pone davanti. Io trovo tutto cio’ ipocrita in prima battuta, e poi avvilente per la propria dignita’, ma probabilmente sono io che mi faccio dei problemi e forse molto piu' facile dare aria ai denti e magari predicare la decrescita felice e poi farsi le vacanze alle maldive.

venerdì 24 giugno 2011

.Diari fiorentini

Ritorno oggi da una vacanza di qualche giorno a Firenze, non ci ero mai stato e quindi e’ stata l’occasione per vedere qualcosa di nuovo. Sicuramente la citta’ ha una struttura architettonica e una concentrazione di opere d’arte notevolissima e di altissimo livello e un retaggio storico secondo a pochissime citta’ al mondo ma, e si ci sono diversi ma. Il primo e’ relativo alla citta’ che ho trovato sporca e maltenuta, l’odore di fogna o di piscio e’ presente in quasi ogni angolo (per dire, alla biglietteria di Palazzo Pitti bisogna avere in dotazione una maschera antigas), la pavimentazione delle vie del centro e’ precaria e il rischio di inciampo e’ continuo. Il secondo punto critico sono gli assurdi orari dei principali musei o monumenti, non c’e’ alcun coordinamento… uno apre alle 8, uno alle 10, cosi’ facendo si trovano code chilometriche in ogni dove, personalmente non c’e’ stato verso di visitare il duomo (gratuito) o l’Accademia (a pagamento). Gli Uffizi sono stati una delusione… non certo per la qualita’ e la quantita’ delle opere, che e’ eccelsa, ma per l’illuminazione delle sale (Giotto e Cimabue sono inguardabili, la Venere di Botticelli va’ indovinata dietro ai riflessi del vetro di protezione), il caldo quasi insostenibile (e non siamo ancora all’afa di luglio o di agosto) e in generale la sensazione di essere sopportati dagli inservienti e dal personale. Fiore all’occhiello della citta’ e’ comunque il cibo, buono quasi dappertutto e a prezzi sostenibili per le famiglie (ad esclusione della celebratissima fiorentina che pero’ a meno di una quarantina di euro al chilo e’ introvabile). In definitiva una bella gita nonostante qualche delusione

domenica 19 giugno 2011

L'ultimo assolo

Molti anni fa... correva l'anno 1981... io ero ragazzino avevo 14 anni e mi avvicinavo da neofita alla musica. Mister Fantasy a tarda sera era un appuntamento irrinunciabile e in quell'edizione la sigla finale era costituita da alcuni brani tratti da un concerto di Bruce Springsteen... allora era magro, magro, infilato in un completo di chiara fattura anni'70 probabilmente beige (io avevo un televisore in bianco e nero e quindi quel colore sembrava)... rimasi affascinato e stupefatto dalla forza di quell'ometto del New Jersey, ma quello che mi stupi' ancora di piu' era la forza della band che lo accompagnava... basso, batteria, organo, tastiere, chitarra... e soprattutto un enorme sax tenore... enorme il sax ed enorme chi lo suonava... quel sax in mano a Clarence sembrava un giocattolo in mano a un bambino. Ma quello che stupiva era come quel suono stridente riuscisse a integrarsi completamente con il resto della band e anzi ne dettasse ritmi e potenza. C'era qualcosa che legava in modo indissolubile quell'omone nero con quel piccolo ragazzo del New Jersey, sembravano uno l'alter ego dell'altro, sul palco si integravano, si cercavano fino ad arrivare al celebre bacio sulla bocca che si scambiavano durante il concerto. Era dal primo disco del Boss che il sax di Clarence Clemons dava forza alle storie raccontate... da Spirit in the night a Jungleland, da Badlands a Thunder Road, senza quel sax quei pezzi non sarebbero cio' che sono. Poco tempo dopo quella scoperta trovai in edicola una cassettina "Enciclopedia del Rock" dedicata al Boss, uno dei pezzi era la celeberrima Rosalita, pezzo lunghissimo e al cui interno Bruce presentava la Band... per ognuno dei componenti aveva un nomignolo, una battuta... ma per lui, per Clarence ogni volta componeva un vero e proprio poema... "and last but not the least!" e giu' una sfilza di nomignoli e di aggettivi... (piu' veloce di una locomotiva ecc...) fino ad arrivare a "Mr.Big Man Clarence Clemons on the saxophone"... era l'apoteosi... Oggi non ci sei piu' e nulla sara' piu' uguale, ma ti voglio pensare lassu' su una nuvola insieme a Danny che se n'e' andato qualche anno prima di te a improvvisare qualcosa per  le altre anime in attesa del giudizio universale. Grazie di essere esistito.

sabato 18 giugno 2011

Il ritorno

Arrivando a Torino dalla valle di Susa Angelo faticava a riconoscere la città che era stata sua per molti anni, file ininterrotte di case finché il treno si buttava nel nuovissimo passante ferroviario che attraversava la città. Finalmente arrivò in stazione, Porta Nuova gli appariva diversa, completamente rifatta piena di luci e di negozi, se la ricordava buia e triste, uscì e anche Piazza Carlo Felice si rivelò uno shock, era infatti un cantiere, non c'era l'orologio fiorito ma al suo posto  la griglia che proteggeva i lavori. Scuotendo la testa si incamminò lungo Via Roma con passo deciso, avrebbe potuto percorrere quella strada ad occhi chiusi. Arrivò in piazza CLN e si soffermò a vedere Piazza San Carlo che si apriva tra le due chiese, l'eleganza barocca della piazza ne faceva un vero salotto con pochissimi eguali al mondo. Riprese a camminare e si ritrovò in un attimo in Piazza Castello, l'eleganza di Palazzo Madama e la sobrietà di Palazzo Reale gli ricordarono il motivo per il quale amava così tanto questa città. Entrò in Piazzetta Reale e si infilò nel portico a sinistra, sotto quelle arcate che un tempo avevano ospitato la folle utopia di Maria Adriana Prolo che aveva sognato e creato quel Museo del Cinema oggi situato all'interno della Mole Antonelliana. Costeggiò il Duomo e imboccò via 4 Marzo, arrivò infine in Via Milano, girò a destra e si ritrovò in un attimo in un turbine di suoni, colori e odori, era arrivato in Piazza della Repubblica, anzi a Porta Palazzo, Porta Pila per i Torinesi, il più grande mercato d'Europa, una strana mescolanza di lingue, etnie, prodotti. Ebbe un tuffo al cuore, quel posto gli ricordava la sua infanzia, la fine della guerra e il ritorno in città dal paesino dove la sua famiglia era sfollata per sfuggire ai bombardamenti. Porta Pila era allora l'approdo per questi torinesi di ritorno, la possibilità di trovare affitti a buon mercato e magari un lavoro come scaricatore al mercato aveva portato molti a cercare casa in quella zona. Non diversamente sarebbe andata per gli italiani che dal Sud arrivarono a Torino in cerca di fortuna sotto forma di un posto alla Fiat, la feroce, la fabbrica che per un secolo aveva dominato sviluppo sociale e civile della città. Adesso al piemontese  e al pugliese o al siciliano si era sostituito l'arabo o il cinese oppure quello strano inglese parlato dai nigeriani, e si porta palazzo era sempre la stessa, la porta della città quella che accoglieva i figli meno fortunati. Per Angelo poi quella piazza, i vicoli attorno, le case di ringhiera avevano anche un altro significato, ci era infatti tornato da adulto come commissario della omicidi nel periodo della lotta cruenta tra i catanesi e i calabresi, lotta che lasciò una notevole scia di sangue per la città. Si perse per i banchi del mercato, davanti alle vetrine dei negozi storici e di quelli nuovi, per lunghi minuti dimenticò il motivo del suo ritorno in città e si lascio trasportare e cullare dal flusso della folla, vagò senza meta lasciando che i ricordi si affollassero nel cervello, respirò a pieni polmoni  quella vitalità che costituiva uno dei motori della città.

mercoledì 15 giugno 2011

Farinata...

Io non amo particolarmente la Liguria soprattutto Genova, citta' che non ho mai trovato attraente ne' per l'architettura ne' per la sua gente... eppure una cosa che adoro di quella regione e' la farinata... ne mangerei in continuazione, così ho provato a farla e dopo qualche tentativo andato non benissimo, vuoi per l'impasto non perfetto, vuoi per il forno non adatto, vuoi per la teglia sbagliata... ho messo a punto una ricetta e un sistema di cottura che mi ha dato grandi soddisfazioni.
Per 4 persone prendete 250 gr di farina di ceci, mettetela in una ciotola e stemperatela con l'acqua fino a formare una pastella abbastanza liquida ma non troppo, aggiungete un rametto di rosmarino e lasciate riposare il tutto almeno un'ora. Passata l'ora togliete il rosmarino, aggiungete il sale (quantita' a piacere a seconda di come vi piace) e due bei cucchiai d'olio, mescolate bene. A questo punto prendete una padellina antiaderente, mettetela sul fuoco appena, appena unta d'olio e aspettate che sia ben calda, prendete un mestolino di impasto e versatelo nella padella in modo da formare una frittella di una decina di cm di diametro, aspettate che sulla superficie si formino i buchini che indicano la cottura dell'altro lato e girate la frittella, lasciate ben dorare anche l'altra faccia e toglietela dal fuoco... risultato garantito.

lunedì 13 giugno 2011

Un altro anno di B

Campionato e sue code (play off e play out) finito e così i verdetti diventano ufficiali (giustizia sportiva permettendo). Il Toro si farà un altro anno di B, le prospettive saranno le stesse degli ultimi due... arrivare almeno ai play off, possibilità smarrita alla fine in questo campionato. Il verdetto dice che il Novara andrà in A, grosso modo non me ne frega nulla di una rivalita' inventata da una tifoseria ridicola perlopiu' fatta da gente che tifa normalmente per juveintermilan. Faccio solo presente ai minus sapiens che per festeggiare hanno a piu' riprese insultato il Toro e anche a quello che si spaccia come cuore granata e cioe' Fontana, che le persone che si incontrano e si calpestano salendo, saranno le stesse che si incontreranno scendendo... Negli anni altre squadrette hanno cercato la rivalita' con la Storia del calcio... sono tutte fallite (Perugia e Mantova)... cari novaresi... ci risentiremo quando sarete tornati nel posto che vi compete... la Lega Pro.

venerdì 3 giugno 2011

Mercoledì scorso pubblicavo questo post in cui mi interrogavo su quanto Grillo sia funzionale al potere e non contro, oggi mi imbatto in questo articolo sull'Unità, articolo che sottoscrivo in toto comprese le virgole, gli spazi e i sospiri...
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Guai a scherzare su Grillo!Chi tocca i fili, muore...

di Alessandro Capriccioli 
In Italia, checché se ne dica, si può scherzare su tutti: su Berlusconi, sul PD, sulla Lega, su Fini, su Casini, sui Responsabili, sui Radicali e pure sul papa. Di solito incassano senza fare grandi storie, e male che ti vada ti dicono che lo scherzo non fa ridere, o che è roba già sentita, oppure, nel caso del papa, che sei un miscredente senza rimedio. Se scherzi su Grillo, però, le cose si mettono diversamente.
Se scherzi su Grillo la prima cosa che i suoi sostenitori ti sbattono in faccia è che Grillo è un comico, mica un politico, e allora perché non scherzi pure su Teo Teocoli, su Checco Zalone e su Claudio Bisio? Perché sei in malafede, naturalmente. Perché sei in malafede, proseguono i fan, un pennivendolo pagato da De Benedetti, o da Berlusconi, o da Confindustria, o dall'Unità, o dalle multinazionali, o da Vendola, o dal PD -oppure, chissà, da tutti quanti messi assieme- per contribuire alla distruzione del Movimento 5 Stelle: il quale, precisano, è una cosa ben diversa da Beppe Grillo, e tu sei in malafede pure perché fai finta di non saperlo.

Poco importa, naturalmente, che simili levate di scudi contengano due paradossi, piazzati in modo nemmeno troppo insidioso l'uno dentro l'altro. Poco importa che sia sufficiente leggere il cosiddetto "non-statuto" del Movimento 5 Stelle per accertarsi che Beppe Grillo, quello che sarebbe solo un comico, è l'unico proprietario del simbolo elettorale, cosa che a meno di clamorose rivelazioni non può dirsi di Teocoli, di Bisio e nemmeno di Zalone.
Poco importa pure che Grillo, il comico titolare del simbolo, abbia l'abitudine di prendere in giro tutti, nessuno escluso, spesso e volentieri attaccandoli su elementi che a parere di molti sarebbe bene lasciare fuori dalla satira, come l'altezza o il semplice fatto che sono in là con gli anni; e che dai sostenitori di uno che si comporta così sarebbe lecito aspettarsi, come dire, una certa pacata tolleranza verso quelli che a loro volta canzonano un po' lui.
Invece no. Su Grillo non si scherza, punto. E chi lo fa è un prezzolato. Un tantino severi per essere i fan di uno che è solo comico, o sbaglio?
2 giugno 2011"...
 

mercoledì 1 giugno 2011

Grillo e la sua funzionalità al potere

Leggo sui giornali e sulla rete le continue esternazioni del guru al pesto, ormai sembra Cossiga ha una sua verità su tutto. La cosa piu' sconvolgente però è l'aura di santità che i suoi seguaci gli costruiscono attorno, e lui assume sempre di più i tratti del predicatore piuttosto che attivista politico. Il suo messaggio e' abbastanza chiaro, sono tutti uguali, è tutto lo stesso letame, và tutto male "l'e' tutto da rifare" come diceva il compianto Bartali. Lo sconvolgente e' che nei suoi confronti non si possa esercitare il benchè minimo diritto di critica, sui blog nei quali alcuni analisti (penso a Gilioli e al suo piovono rane, oppure a Zucconi su Repubblica) provano ad analizzare il fenomeno e a mettere in luce le incongruenze enormi di questo, ecco che appena pubblicano un articolo i commenti vengono praticamente cannibalizzati dai cosiddetti grillini che di fatto fanno opera di trolleraggio in modo da mandare in vacca qualunque tentativo di discussione e come non ricordare anche tutti coloro (Ricca, Sonia Alfano, De Magistris) che in qualche modo si sono messi di traverso dopo un flirt con lui e che da lui vengono oggi spernacchiati e condannati in modo non diverso da come si usava nell'Urss di Stalin o nella Cina di Mao (ovviamente come concetto non con le stesse conseguenze fisiche). Per non dire del "Baba" genovese che rifiuta qualsiasi confronto pubblico e qualsiasi intervista diretta (in questo assomiglia in modo evidente al primo ministro) parlando ormai come un oracolo. Per sua sfortuna però non è più come un tempo quando Verba volant, scripta manent, oggi la stessa tecnologia che prima condannava (1, 2) e poi l'ha reso un fenomeno tra il politico e il religioso, fa si che ogni sua "esternazione" rimanga e non cada nel dimenticatoio per cui uscite come questa dimostrano che il suo obiettivo non e' quello di cambiare sistema oppure di dare voce a chi potrebbe non averla, no quello reale e' di essere una sponda al potere, fare opposizione non al potere ma a chi al potere non c'è e in quest'ottica vanno letti i continui attacchi a PD, IDV o SEL, mentre si nota un silenzio assordante sulla Lega ad esempio (ma qui c'è un'identità di vedute vedasi le esternazioni di grillo sui rom e sui rumeni) e soprattutto sul primo ministro, chiamato psiconano ma poi alla luce dei fatti mai attaccato sui suoi provvedimenti legislativi. In conclusione Grillo non è il nuovo è semplicemente il contenitore dove il potere cerca di confinare il dissenso e soprattutto limitare l'azione delle opposizioni.
In ultimo andrebbe analizzato il rapporto tra Grillo e l'agenzia di Comunicazione che da anni ormai detta le sue mosse (la Casaleggio associati) che si occupa anche di multinazionali e banche, le stesse che Grillo ha ormai dimenticato nelle sue invettive. In definitiva Grillo si e' trasformato in Brand e di qui la necessità di essere tutti i giorni sulle pagine dei giornali anche a costo di dichiarare delle scempiaggini. Analizzerò in seguito il successo delle liste del partito 5 stelle.